|
Gli associati dell’Area Italiana vivono per la maggior parte nei luoghi dove le Suore Francescane dei Poveri hanno le loro comunità e con diverse modalità cercano di essere vicini alle comunità di riferimento, dalle quali vengono invitati a partecipare ad incontri, momenti di preghiera e di festa per vivere la vita di famiglia più allargata. Lasciamo la parola ad alcuni di loro per farci raccontare la propria esperienza.
Essere forti insieme anche se in posti diversi Il mio nome è Francesca e da diversi anni sono associata delle SFP. Vivo a Roma, ho 38 anni e lavoro come operatrice sociale in un centro d’accoglienza per senza fissa dimora del Comune di Roma, sono scout e amo interessarmi di tutto ciò che mi circonda. Sento di vivere la dimensione comunitaria nella vita di tutti i giorni, negli eventi - previsti o imprevisti – che assorbono molte delle mie risorse. Personalmente, come associata, mi impegno a “rimanere fedele e radicata alle scelte fatte” svolgendo le attività di tutti i giorni: questa è già una grande sfida, anche perché sto attraversando momenti di poca serenità. Trovo forza, speranza e sollievo in tutto quello che Dio, la mia famiglia d’origine - e quella più allargata delle Suore Francescane dei Poveri - mi hanno dato. Pensare di dimensione comunitaria richiama alla mia mente tanti momenti trascorsi insieme. Nel tempo il rapporto è cambiato ma scopro, proprio in questo cambiamento, l’importanza di essere parte di una famiglia che condivide un ideale. Essere forti insieme, anche se stiamo in posti diversi, se i fatti della vita ci allontanano nel tempo e nello spazio. I momenti passati nelle comunità delle suore o con gli associati sono unici, per me importantissimi. Stanno in quello zaino che da brava scout sto riempiendo delle cose necessarie ed essenziali per vivere la vita pienamente. Quello zaino è sulle mie spalle e sto cercando di svuotarlo delle cose superflue che l’hanno appesantito, sicura che il futuro degli associati sia un cammino ancora ricco da fare insieme sostenendoci quando il peso è schiacciante, quando la sfiducia ci vorrebbe far fermare, ma gioendo quando l’amore di Dio ci ripaga di tutto.
Portare allegria e freschezza I nostri nomi sono Maria e Nicola. Viviamo a Messina, siamo sposati da parecchi anni e siamo entrati a far parte della famiglia degli associati SFP a novembre del 2009. Conoscevamo le Suore Francescane dei Poveri già da vari anni e avevamo cominciato a impegnarci con loro collaborando nel gruppo delle coppie e condividendo momenti di preghiera e anche di vita. Siamo associati perché sentiamo di condividere il carisma della Beata Francesca Schervier di “sanare le piaghe di Cristo nell’umanità povera e sofferente”. E proprio secondo questa “chiamata” da qualche tempo partecipiamo alle cene organizzate all’O.P.G. (ospedale psichiatrico giudiziario). Andiamo una volta al mese, portiamo la cena e condividiamo la serata con i ricoverati: parliamo con loro, ascoltiamo le loro storie, cercando di confortarli, anche se con molta difficoltà a causa della vita a cui sono costretti. La gioia grande è stata quando all’inizio di quest’anno si sono aggiunte a noi tre ragazze, fra cui nostra nuora. Queste giovani hanno compreso pienamente lo spirito degli incontri e portano dentro le mura dell’ospedale un po’ di allegria e di freschezza, ma contemporaneamente si commuovono ascoltando le storie dei “ragazzi”. Da settembre dell’anno scorso, le suore della comunità di Messina hanno cambiato abitazione e si sono trasferite in un quartiere della periferia messinese, a due passi da casa nostra. Il quartiere vive una situazione di disagio, e proprio per questo l’arrivo delle nostre suore è un segno di speranza e insieme - loro e noi - possiamo meglio vivere il carisma di Madre Francesca, cercando di andare incontro ai bisogni dei più poveri.
Ringraziamo Dio per le opportunità che ci dona Sono Sr. Loredana e vivo a Padova. Dallo scorso ottobre 2010 ho la grazia di condividere il mio cammino con gli Associati della zona del Nord-Italia. È per me un’esperienza di vera gioia, e di vera scuola di Vita. Entrare nella storia di ciascuno e condividere un pezzo di strada mi ha fatto crescere e maturare nella consapevolezza che non solo le consacrate sono figlie di Madre Francesca. Ho visto incarnarsi il Carisma innanzitutto nella famiglia, ho sentito la passione di volerlo portare nei luoghi di lavoro, un ambiente non sempre facile e soprattutto fatto non sempre da persone credenti. Ringrazio Dio per questi fratelli, per la reciprocità, per gli incontri di formazione di quest’anno. Ringrazio per come mi hanno accolto e per il calore che mi hanno donato. Affido ciascun Associato a Madre Francesca perché siano benedetti nel loro cammino e siamo ricolmi di ogni grazia. |