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Dal 30 aprile al 2 maggio gli Associati dell’Area Italiana e alcune suore che condividono la formazione e il cammino degli associati nelle zone si sono ritrovati festosamente a Greccio, luogo caro alla devozione francescana che qui fa risalire l’origine del tradizionale Presepio, con lo scopo di accrescere la conoscenza reciproca e riflettere ed approfondire il tema “Laici per la comunità della vita”.
Una cornice che invitava tutti noi al silenzio ed alla meditazione, tuttavia non sono mancati i confronti e i dibattiti. Dopo una prima giornata dedicata all’approfondimento personale e comunitario di come il Carisma di Madre Francesca ha dato un senso alla nostra vita e orientato la nostra vocazione di laici associati ad una famiglia religiosa, abbiamo avuto il grande piacere di ascoltare il relatore Maurilio Assenza condirettore della Caritas Diocesana di Noto, responsabile della Casa d’Accoglienza “Pino Puglisi” per madri in difficoltà e insegnante di filosofia in un liceo di Modica, che ci ha illuminati con la sua esperienza-testimonianza, per noi tanto preziosa, sul tema del laicato impegnato nella Chiesa, alla luce della Parola di Dio, dell’Eucaristia e del rapporto con i poveri. Quale è stato il senso di quanto ci ha raccontato? Madre Francesca, nostra ispiratrice, non esitava a mettersi in discussione, a rischiare del suo, spesso anticonvenzionale e anticonformista in un mondo indifferente o ostile. Viene richiesto anche a noi associati, di accettare le piccole e grandi sfide giornaliere, non restando ingessati negli schemi, ma con il coraggio di osare, testimoniando coraggiosamente nel mondo la vocazione del sanare le piaghe, consapevoli di essere sale e lievito della storia, per stare al fianco di chi vive nella difficoltà e godere di “quello sguardo dal basso che solo può congiungere terra e cielo”.
La presenza delle suore che hanno condiviso e arricchito questo momento così importante e felice del nostro cammino di associati e la partecipazione, seppur breve, di Sr. Anna Ingoglia, Consigliera Congregazionale, che ci ha inseriti nella vita congregazionale, ha confermato e rafforzato il desiderio di tutti, di essere famiglia. Una famiglia unita nella diversità: di età, provenienza e vocazione; ma con un solo carisma e la stessa chiamata: ad essere “testimoni coraggiosi del Vangelo” e “generare compassione e speranza”.Alla partenza, il sole che ci ha accompagnati per tutto il periodo è scomparso lasciando il posto ad una pioggia battente, ma che non ha oscurato il nostro cuore perché brilla ancora della luce e del calore che abbiamo condiviso, come fratelli, in un luogo in cui si è potuto sperimentare la presenza di San Francesco pronta ad accoglierci e custodirci.
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