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mercoledì 12 marzo 2008
Questa la frase del Vangelo che ha accompagnato gli oltre 65 missionari tra giovani, suore e frati, che dal 17 febbraio al 2 marzo hanno partecipato alla Missione per i giovani a Rosolini, in provincia di Siracusa.Image
Sono stati quindici giorni intensi di incontri nelle Parrocchie, nelle scuole, nei locali e nelle piazze, durante i quali abbiamo avuto modo di guardare negli occhi i giovani e far sentire loro la presenza – seppur nascosta - di un Dio che desidera incontrare ed amare ciascuno.
Ogni mattina ci “buttavamo giù dal letto” per poter incontrare gli studenti alle fermate degli autobus o alle entrate delle scuole. Dalle 15.00 alle 16.00, poi, eravamo nella sede Radio di Rosolini per un programma radiofonico. Un grande tendone era a nostra disposizione per momenti di animazione e gioia, ma anche per le Catechesi e una tenda più piccola ci accoglieva per momenti di raccoglimento, preghiera e adorazione.
Abbiamo parlato della Samaritana e con i giovani abbiamo provato a riconoscere le nostre “brocche” e il nostro “mezzogiorno”. Poi, stupiti, abbiamo riconosciuto che Qualcuno da sempre ci aspettava al pozzo per dissetarci con l’acqua viva ed è nato l’incontro con Gesù…e attorno alla tenda abbiamo visto fiorire tante vite!
Personalmente alcune delle meraviglie che ho sperimentato sono legate al fatto che la missione non è stata un coinvolgimento dato per scontato, ma intriso di attimi che oltre ad avermi visto cantare, danzare e divertire, mi hanno posto in un continuo travaglio interiore tra dubbi, debolezze, crisi di coscienza,  pianti… sempre sostenuto dalla preghiera!
ImageSin dai primi giorni mi è stato chiesto di suonare alla Messa. Ho detto di sì, non so neppure io bene perché, dato che in realtà mi pesava il fatto di dover partecipare all’Eucarestia serale. Ma è iniziato proprio così il “gioco d’amore di Dio con me”.
Durante l’omelia del Vescovo mi sono sentito subito interrogato interiormente. Pensando ai missionari mi accorgevo che loro avevano fatto una scelta, ma io, nella mia vita cosa avevo scelto? Ero pronto a scegliere Dio? Ho cercato vari modi per giustificarmi, ma non potevo continuare a mentire a me stesso, dovevo darmi una mossa: il primo passo è stato quello dell’Eccomi!
Una sera, dopo la veglia, sono andato alla tenda piccola e durante l’Adorazione ho chiesto al Signore di darmi la forza di mettere in gioco tutto me stesso. Ho capito allora che potevo offrire qualcosa di mio… ed ho pensato che potevo mettere la mia macchina a disposizione dei missionari per la durata della missione. Non che fosse una macchina di valore ma sapevo che a casa i miei non avrebbero condiviso e che la  mia decisione sarebbe stata “controcorrente”.
Da queste esperienze e tante altre, come anche dalla confessione, ho tratto la forza per dire il mio “sì” al mandato dei giovani in missione. Ed è stato bello perché tutto è maturato pian piano, senza che Imagenulla fosse scontato o dovuto. E dalla mia sterilità è nata una sete continua di Dio!
Oggi mi sento come un giovane neopatentato che, pieno di gioia per la promozione, cerca subito la macchina. Anch’io non vedo l’ora di mettermi alla guida della mia vita verso le strade e le mete che Dio mi indicherà. Desidero essere quel fiore che Egli donerà a chi vorrà parlare del suo Amore in ogni come e in ogni dove.
ImageQuesta è la mia esperienza personale, ma penso che per tutti la missione sia stata un dono.
Penso ai tanti giovani che in quelle sere son stati là a gioire insieme a me; penso alla gente che da anni diceva di essere lontana e che si è confessata tra lacrime e sorrisi; penso a tutte le famiglie che erano alla tenda grande contenti di condividere momenti di fraternità; penso alla collaborazione delle quattro Parrocchie… Tutto ciò che è stato dato e vissuto rivela il vero volto della Chiesa! Forse non posso parlare di miracoli… ma concedetemi di parlare di grazia, di piccoli-grandi segni che hanno reso quest’esperienza unica e vitale.
Corrado
 
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