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educazione al volontariato e alla solidarietà |
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venerdì 27 aprile 2007 |
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Dal 1 al 4 Marzo 2007 il gruppo che segue il progetto formativo “Educazione al volontariato e alla solidarietà sociale” dell’Istituto per Geometri di Messina ha fatto uno stage presso le opere dei Padri Camilliani di Acireale.
I ragazzi, divisi in gruppi, hanno operato presso le diverse strutture: mensa e accoglienza per i poveri e l’istituto di salute mentale Giovanni XXIII. Ecco alcune esperienze:
“Quando ho saputo che sarei andato a fare visita a questi ragazzi ho pensato subito che sarebbe stato facile interagire con loro. Naturalmente ho cambiato idea! Non è stato facile innanzitutto perché mi sono soffermato alle apparenze e all’aspetto fisico di alcuni, pensando che non sarei riuscito a scambiare una parola con loro. Ma poi ho riflettuto, mi sono dato coraggio cercando di mettere da parte ogni pregiudizio e cercando di vedere in quei ragazzi il volto di Gesù. Potrebbe sembrare una frase fatta, ma voglio proprio dirla: ho cercato di vedere con gli occhi del cuore e dei sentimenti e non con gli occhi del viso. Prima ho guardato gli educatori e ho cercato di capire quale era il modo giusto per approcciarsi. Solo quando ho capito che la strada più giusta era essere il più naturale possibile sono riuscito ad instaurare un dialogo con uno di loro. E così parlando parlando è successa una cosa imprevedibile: questo ragazzo mi ha dato un bacio sulla guancia, dimostrando un grande affetto e tanta dolcezza nei miei confronti. C. G.
“Questa esperienza mi ha fatto maturare ulteriormente e mi ha aiutato a capire che nella vita sono presenti molti problemi e che, di conseguenza, dobbiamo cercare di essere meno egoisti e più disponibili nei confronti del prossimo. Questa esperienza mi ha fatto ricordare una lezione (fatta con il gruppo del volontariato) che riguardava gli stereotipi che noi abbiamo verso gli altri e anch’io li avevo verso chi ha problemi di salute mentale. Quello che mi ha colpito di più di queste persone è stata la loro sincerità e per questo mi sono trovato molto a mio agio facendo cadere ogni “stereotipo”. La visita all’istituto Giovanni XXIII è stata una delle esperienze più belle della mia vita e che rifarei.” D. D. M.
“Ogni persona di questo mondo ha bisogno di maturare e di capire come la vita è in realtà. Questo «viaggio» era ciò che serviva. Nei primi giorni, anche se ho solo lavato i porta bicchieri e spazzato per terra, mi ha fatto piacere fare qualcosa per chi ne ha veramente bisogno… Aiutare gli altri è qualcosa che fa crescere interiormente… e ne sono contenta.” V. |