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“Ma tu che suora sei?” Questa è la domanda che i giovani che incontro per la prima volta mi fanno. E la seconda: “Bella la tua croce rossa, che significa?” - E’ da questo interrogativo che prendo spunto per parlare di Madre Francesca – “La nostra fondatrice ricordava alle suore che la croce rossa che portiamo sul petto dobbiamo averla ben impressa nel nostro cuore. È rossa perché richiama il colore della Passione del Signore, passione d’amore che noi SFP dobbiamo e vogliamo avere verso Dio e verso i poveri”.
Madre Francesca, ieri come oggi, ha tanto da dire ai giovani e lo fa attraverso il suo carisma di guarigione e attraverso le suore e gli associati che si pongono accanto ai fratelli e alle sorelle.  Sr. Beata ci racconta: “I giovani sono sempre stati attratti dall’amore che Madre Francesca aveva per i poveri e gli ammalati, ecco perché prendevo sempre qualcuno con me e lo portavo a curare gli ammalati, a pulire le loro case oppure a chiedere l’elemosina o dei vestiti per i poveri”. Maria Scotto, nostra Associata, dice: “Racconto sempre ai giovani di quando Madre Francesca si è vestita da uomo per salvare alcune donne costrette a prostituirsi. Vedo che i giovani ascoltano con interesse il suo coraggio – di madre e di donna - di affrontare le difficoltà”. Come animatrice di gruppi giovanili mi capita di raccontare qualche episodio della vita della nostra Fondatrice e, attraverso i suoi gesti concreti, ho l’opportunità di descrivere il suo amore per Dio e per l’umanità. La risposta dei giovani è spesso sincera e radicale. Ad esempio D., una ragazza del gruppo, ha scelto di regalare i suoi pantaloni preferiti, molto costosi, ad una ragazza povera che aveva conosciuto. Luca, stupito dall’atteggiamento di Francesca Schervier di “mettere il cuore con i poveri”, mi ha confidato di “volersi fare prossimo dei poveri”. E Francesco, attraverso la vita di Madre Francesca, ha capito che “l’amore è la base di tutto il nostro dire e agire; il sale della vita, che a volte fa smuovere le montagne”.
Anche ai più piccoli Madre Francesca ha molto da dire. Ne ho preso consapevolezza quest’anno in una scuola elementare dove sto presentando i diritti del fanciullo. La mia “aiutante” è proprio Francesca Schervier che i bambini hanno l’opportunità di conoscere attraverso racconti, giochi, canzoni e riflessioni. Quando faccio qualche domanda rimango sempre stupita da come questi bambini le vogliono bene e sono loro stessi a ricordarmi le storie che, in precedenza, io ho raccontato loro. L’episodio che li colpisce di più è quello in cui lei rimane sveglia la notte per fare le calze di lana per i poveri.
Durante le Missioni Popolari, quando incontro i giovani nei pub o per strada, non mi è sempre possibile parlare esplicitamente di Madre Francesca. Eppure mi accorgo che i miei gesti, la mia disponibilità a stare accanto a ciascuno, la mia attenzione ad ogni persona, raccontano ai giovani qualcosa del nostro carisma e della nostra Fondatrice.
E’ la consapevolezza di sapere che “abbiamo un tesoro prezioso nelle nostre mani” che ci porta ad annunciare ciò che di bello abbiamo trovato in lei.
Sr. Maria Grazia, sfp |