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Da alcuni anni, con due scuole superiori di Messina, come Francescane dei Poveri stiamo portando avanti un progetto di educazione al volontariato e alla solidarietà. Una volta al mese ci incontriamo a scuola ed affrontiamo varie tematiche che riguardano chi è il “volontario”, cosa è il “volontariato”, che cosa significa “solidarietà”. Tutto ciò avviene attraverso la partecipazione attiva degli studenti, ma anche invitando persone che attraverso la loro testimonianza ci fanno vedere come “spendono” il loro tempo al servizi degli altri. Ma il servizio non è fatto solo di ascolto… ecco allora rimboccate le maniche.. e al servizio anche noi! Così con un gruppo di alunni dell’Istituto Superiore Agrario di Messina siamo andati dai Fratelli Camilliani di Acireale (CT) per un’esperienza di servizio alla mensa dei poveri e nell’Istituto Giovanni XXIII, un centro diurno per persone con problemi di salute mentale. Il servizio alla mensa prevedeva non solo la distribuzione dei pasti agli ospiti, ma anche la loro accoglienza (con tanto di “partita” a carte) e di pulizia dei locali. Mentre nel centro diurno Giovanni XXIII sono gli ospiti ad accogliere chi va a trovarli, mostrando loro tutti i lavori artistici che fanno (fiori, quadri e tanto altro).
Alcuni dei ragazzi ci raccontano ciò che hanno vissuto:
“Per me è stata un’esperienza molto positiva. Io sono stata quasi sempre in cucina a lavare le stoviglie e i pentoloni per la mensa ma ho imparato che anche non facendo un “lavoro diretto”, cioè faccia a faccia con le persone, ho la possibilità di fare del bene gratuitamente agli altri, proprio perché nessuno mi può venire a ringraziare.” A.
“E’ stata un’esperienza unica, basata sulla collaborazione e sulla solidarietà, un’esperienza dove un semplice gesto, anche il più facile, ha avuto un’importanza enorme!” F.
“Ero già stata l’anno scorso alla casa Giovanni XXIII, però rivivere di nuovo quei momenti per me è stato emozionante. Rivedere di nuovo tutte quelle persone e regalare loro un sorriso è stato per me veramente importante”. R.
“Per me è stata la prima volta e posso dire che fino ad ora è stata l’esperienza più bella che abbia mai fatto. In quei giorni mi sono sentita benissimo, ero molto felice e serena. Perché aiutare gli altri mi fa sentire felice. E’ veramente bello regalare sorrisi, emozioni e speranze ad altri che sono meno fortunati di noi”. M.  Un incontro bello è stato anche quello con Fratel Carlo e Alfredo. In particolar modo il primo ci ha parlato di Viviana Lisi, una ragazza allegra e piena di vita, a cui piaceva tanto stare in compagnia e condividere amicizie ed emozioni. Una ragazza molto impegnata con i senza fissa dimora e i malati di AIDS che seguono i padri Camilliani. Ma una brutta malattia l’ha portata alla morte. Raggi di speranza è il titolo di una raccolta di poesie che i suoi amici e familiari hanno raccolto. Viviana è stata molto presente durante la nostra esperienza e ci ha donato la gioia del servizio. E’ per questo che terminiamo queste nostre righe con una sua poesia.
Volontario Volontario vero è colui che agisce prima di parlare, è quello che all’apparire preferisce l’essere, l’essere presente, forte e premuroso, accanto a chi lo chiama, pur non espressamene, a compiere un gesto che seppur piccolo vale tanto. Volontario vero è colui che affronta la vita con un sorriso sulle labbra, sorriso che a lui non costa niente ma che all’altro, disperato, che lo incontra, può ricordare che la vita è piena non di dolore ma di gioia ed è guardando alla gioia che bisogna vivere. Volontario vero è colui che ama impiegare il suo tempo per altri nella speranza di colmare il suo spirito di emozioni indescrivibili che nascono dalla gioia di sentirsi utili. Ma volontari sono tutti se disposti alla sofferenza, all’ascolto, alla privazione, con l’altro, dell’altro e per l’altro; volontari nella vita che, pur non indossando un’elegante uniforme, mostrano al mondo la nobiltà che è in ogni essere umano. |