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Chitarra, libretto dei canti, un sacchetto di gioia, una scatolina di timore e la curiosità di vedere cosa il Signore ci donerà… con queste cose riempio un semplice zaino e poi…via verso l’ospedale.
L’intenzione, un po’ ambiziosa, è quella di portare ai bambini ricoverati in pediatria un po’ di quella gioia che ognuno di noi ha portato con sé, cercando di essere semplici testimoni dell’Amore di Dio.
Entro nella stanza dove sarà celebrata la Messa e mi dimentico che bisogna provare i canti, accordare la chitarra, sistemare le sedie, perché, uno alla volta, arrivano gli ospiti, un po’ timidi, in punta di piedi…inizia l’Incontro.
Tra un canto e l’altro mi guardo attorno, guardo noi ragazzi della Gioventù Francescana, i genitori e i bambini con le loro mascherine, le flebo, le loro testoline nude, nude davanti a ciò che non hanno scelto, nudi davanti la fatica e alla malattia, forse più nudi di noi davanti alla Persona che si sta facendo pane spezzato e che spesso, noi, siamo troppo poco nudi per accogliere…
Forse la pace, la Pace vera, sta in quei sorrisi, in quei canti, nell’Amore delle famiglie che li circonda, nell’accettare questo “dono” nella loro vita, nell’accogliere un Dio che è nato per condividere le nostre Sofferenze.
Mi rendo conto che il Loro zaino pieno di dolore, fatica ma anche amore vale molto di più del mio perché preparato da Qualcuno che li ama fin da principio.
Beh….ecco cosa è successo, dovevamo essere testimoni del dono che è il Signore, invece in quella loro semplicità e nella loro umile umanità (Amata) abbiamo scoperto che erano veri testimoni della pace e di Dio; proprio lì ogni giorno Dio ritorna bambino, indossando un pigiama e una mascherina e aspetta che qualcuno vada a trovarlo per farSi accogliere e donargli la Pace. Giovane della Gioventù Francescana |