Home page
Dare voce al grido dei più deboli
News
Chi siamo
Associati
Servizi con i poveri
FcP Onlus
Mondo Giovani
Fidanzati e coppie
Giustizia Pace Ecologia
Intenzioni di preghiera
Festa amici
Galleria foto e video
Contatti
Link correlati
Risanati dall'incontro con... PDF Stampa E-mail
mercoledì 09 marzo 2011

ImageTutto è iniziato con una spaghettata, quasi due anni fa, con la semplice voglia di trascorrere una serata insieme. Siamo un gruppo di giovani dai 19 ai 30 anni, che ogni mese si ritrova a Casa Nazareth a Padova. Appuntamento dopo appuntamento, abbiamo visto allargarsi il nostro desiderio dal semplice condividere la cena anche alla condivisione della preghiera, della Parola di Dio e della nostra vita.

“Ascoltare, pregare, ridere e scherzare assieme mi fa rendere conto di quanto io sia amato senza alcun motivo, se non per il mio essere. È questo che mi spinge ad amare e testimoniare Colui al quale crediamo” (A.)

“Bè, spesso dimentico i nomi degli altri, ma nessuno me lo fa pesare, perché tra noi c’è una relazione tale, che ogni volta mi sento accolto come in famiglia” (D.)

Image

“Ci sono voluta essere anche perché si festeggiava il mio compleanno, per me conta molto, perché mi fa sentire la vicinanza delle persone e che ci sono anch’io” (S.)

 

In questo tempo abbiamo incontrato molti personaggi che camminano sulle tracce di Gesù. Quest’anno i protagonisti hanno in comune il fatto di essere “risanati” dall’incontro con Lui.

Ma chi è il “risanato” incontrato questa sera, mercoledì 23 febbraio?


Dopo Chiara Luce, Bartimeo il cieco, oggi è la volta di un lebbroso, uno qualunque, senza nome, guarito da Gesù.

“Questa serata mi ha fatto scoprire una persona (V.) che pensavo diversa da me. Abbiamo parlato di Gesù con una naturalezza che non avevo mai sperimentato… bello, non capita tutti i giorni di poter parlare del Grande capo senza barriere e pregiudizi” (C.)

Sì, ma come conoscere un lebbroso di duemila anni fa?

ImageNel silenzio personale, guardando alla nostra vita e cercando sulla pelle della nostra esistenza le sue stesse piaghe. Ognuno ha scorto dentro di sé le tracce di queste ferite e le ha consegnate ad un altro esprimendole verbalmente, chiedendo una preghiera ed una benedizione e lasciandosi toccare.

“Il contatto che abbiamo creato con i palmi delle mani, quel tocco, ha fatto scorrere tra me e T. una specie di forza e calore quasi che i nostri corpi fossero diventati uno solo grazie a Gesù che scorreva come un sangue comune” (C.)

“Pensare che qualcuno stava facendo a me lo stesso gesto che Gesù aveva fatto al lebbroso veramente mi ha lasciato senza parole... pieno di un senso di sicurezza e tenerezza” (G.)

Ed allora, a presto, al prossimo incontro.

 
< Prec.   Pros. >
© 2012 Suore Francescane dei Poveri - Area Italiana
Largo Berchet, 2 - 00152 ROMA