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È il 4 agosto e ci salutiamo dopo aver condiviso un’esperienza unica: la marcia francescana, un cammino di 10 giorni che ci ha portati ad Assisi per poi farci tornare rinnovati in Trentino e dopo soli cinque giorni ci troviamo di nuovo tutti ai nastri di partenza. La nuova tappa che ci prepariamo ad affrontare è Caldonazzo - Borgo Valsugana. Meta finale è il monastero delle Clarisse dove vivremo insieme la festa di Santa Chiara. Per nostra grande gioia il gruppo si allarga per accogliere nuovi amici tra cui anche alcune ragazze di Assisi e Napoli.  Ciò che ci riunisce sembra essere il desiderio di rivedersi per condividere l’entusiasmo dell’esperienza appena vissuta insieme, ma anche la curiosità e la voglia di conoscere più a fondo Santa Chiara e le sue figlie. Il cielo azzurro, le montagne intorno, il verde dei campi coltivati intorno a noi, lo scorrere del ruscello accanto alla pista ciclabile che percorriamo sembrano accompagnarci nel cammino. Ci facciamo portare dal silenzio, fuori e dentro noi, ascoltiamo e lasciamo risuonare la Parola, condividiamo ciò che ha toccato e generato in noi. Viviamo con intensità l’incontro con le Clarisse, nella preghiera condivisa ma anche nell’ascoltare dalla voce di sr. Francesca e sr. Barbara che cosa fosse per santa Chiara la Segreta dolcezza. Ed è quasi a bocca aperta che contempliamo nella preghiera notturna la bellezza di vedere con i nostri occhi che anche in piena notte c’è qualcuno, delle donne consacrate a Dio che pregano per noi e per il mondo intero. Sorelle di chi veglia per un padre ammalato che sta morendo, di chi lavora durante il turno di notte, di una mamma che allatta il suo bambino, di chi rientra dalla discoteca … E forse è proprio questa la Segreta dolcezza, è un colloquio ininterrotto col Padre, che è sempre lì ad aspettarci, quando camminiamo, sostiamo in silenzio, scherziamo, cantiamo, balliamo, mangiamo.
La “Segreta dolcezza" è un’esperienza apparentemente assurda (camminare sotto il sole in fondovalle per 20 chilometri e alzarsi all’1.00 per pregare), ma di forte intensità. E’ un pellegrinaggio e un’esperienza di preghiera che lascia sempre un segno appena ci si confronta con le sorelle Clarisse. (Daniele)
Non sempre è facile parlare della propria vita personale. É stato proprio per tutti un miracolo, che ci ha stupiti e meravigliati. Probabilmente quando nella vita si mette al centro il Signore, inconsapevolmente si va tutti nella stessa direzione mettendo da parte la timidezza, l’orgoglio, le sicurezze, strumenti che utilizziamo per difenderci nel mondo in cui viviamo, nell’ambiente di lavoro, con le persone che conosciamo. (Karin)
Ho vissuto dei momenti preziosi e di pace, che sembravano lontani dal turbinio del mondo e che mi hanno fatto capire che la gioia nasce in coloro che si lasciano accompagnare dallo Spirito del Signore e che la dolcezza è l’Amore di colui che si è donato tutto per noi. (Sergio)
La sorpresa più grande è stata durante l’incontro diretto con le sorelle clarisse quando ho visto tra loro suor Barbara. Ci eravamo conosciuti per la prima volta quando lei lavorava in Biblioteca Comunale a Rovereto ed io vi svolgevo il servizio civile. Questo fatto mi ha piacevolmente stupito e mi ha fatto pensare come in concreto, e non per teorie astratte o formule strane, Gesù chiama ognuno di noi a seguirlo secondo la propria strada, la propria vocazione. (Daniele) |