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Cosa succede quando tante menti si mettono insieme e prendono sul serio la sfida lanciata da un workshop internazionale sulla Pastorale Giovanile?
Succede che il desiderio di raggiungere i giovani, con il carisma di Madre Francesca, si fa impellente e genera un’idea ancora informe: dare vita ad un ‘pacchetto solidarietà’! Questo progetto nasce a Padova, dall’incontro delle suore di Casa Nazareth e di Porta S. Giacomo, che mettono in campo la loro esperienza di servizio ai poveri, ed in particolare alle persone straniere, per aprire un confronto positivo e creativo con i giovani. Il ‘pacchetto solidarietà’, per il quale servono mesi di incontri, di scambi, di confronto e di proposte più o meno realizzabili, è un’occasione davvero preziosa per conoscere e scoprire le ricchezze di ciascuna di noi, un vero e proprio confronto di idee tra sorelle.
Tutto sfocia in un percorso di EDUCAZIONE ALLA SOLIDARIETA’. Ci rendiamo conto, che il tema caldo dell’immigrazione è ormai storia quotidiana, non solo per gli addetti ai lavori, ma anche per ogni cittadino italiano. Con entusiasmo e un po’ di trepidazione, lanciamo questa proposta a due parrocchie di Padova, dove abbiamo la possibilità di incontrare complessivamente circa cinquanta giovani. Il percorso si sviluppa in tre momenti formativi, dando ampio spazio alla discussione e all’espressione del vissuto dei ragazzi nei confronti degli immigrati. Costruiamo ogni singolo incontro, utilizzando vari metodi e strumenti e puntiamo a coinvolgere i giovani per renderli parte attiva del percorso.
Con stupore e meraviglia vediamo emergere pregiudizi e stereotipi sugli immigrati, ma anche desideri di incontro con l’altro, capacità di esprimere la propria opinione e di mettersi in discussione, nell’atteggiamento di apertura e di riconoscimento dei diritti di ogni essere umano. Per parlare dell’incontro con gli altri ci viene in aiuto Gesù, in cammino con i due discepoli verso Emmaus. Colui che si presenta come lo straniero, l’emarginato, l’etichettato ci svela come accostarci, camminare con, metterci in ascolto e condividere il dolore fino in fondo.
Questo genera davvero una compassione e una speranza nuova, una rinascita della fede e della gioia, che non si può più contenere, ma solo annunciare! Completiamo il percorso con la proposta di alcuni momenti di condivisione e servizio all’interno dei nostri ministeri: al Pane dei Poveri, al Centro di aiuto alla vita e a Porta S. Giacomo. Sono occasioni semplici di incontro tra le persone che serviamo quotidianamente e alcuni di questi giovani conosciuti. E’ bello assaporare insieme il gusto della vicinanza, del sorriso e dei piccoli gesti, che raccontano la possibilità di un incontro, al di là delle differenze! Vale la pena continuare in quest’avventura! Comunità di “Porta San Giacomo” e “Casa Nazareth” - Padova |