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A più mani... insieme per la raccolta delle olive PDF Stampa E-mail
giovedì 26 novembre 2009

ImageQuest’anno eravamo in 19 a vivere l’esperienza della raccolta delle olive. Siamo arrivati da Roma, Pistoia, Firenze, Padova, Verona, Brescia e insieme alla comunità di Casetta Nova e zio Silvano abbiamo trascorso il fine-settimana del 7-8 novembre.
Abbiamo scelto alcuni fortunati partecipanti per qualche domanda.

A G. mascotte del gruppo con i suoi 16 anni:

Com’è stata la partenza da casa e il tuo arrivo a Vermicino?
Venerdì 6 novembre, appena tornato a casa da scuola, la mamma mi ha portato alla stazione di Desenzano per andare a prendere il treno che mi avrebbe portato a Roma per andare a trovare mia sorella. Adesso che ci penso la raccolta delle olive, tutto sommato, era solo una scusa per vedere lei. Arrivato alla stazione di Roma-Termini in tarda serata, mi aspettavano 4 ragazzi tra i quali mia sorella. Una volta arrivati al “convento” svuoto la valigia dalle torte e dalle varie cibarie tipiche della mia zona che le ho portato e poi finalmente vado a letto. Image

E la giornata di lavoro com’è andata?
Sabato mattina sveglia alle 6.30 !!! Indispensabile per essere pronti e puntuali per la colazione e la preghiera tutti insieme e poi abbiamo iniziato a raccogliere le olive. Il pesante lavoro era interrotto ogni tanto dalle merende che ci venivano portate da suor Giuliana con un contorno di sorriso. La pausa più lunga è stata quella del pranzo che è stato fatto all’aperto in un clima di gioia. Poi di nuovo tutti a raccogliere le olive, fino a quando la luce del sole ce lo ha permesso. La sera eravamo stanchi, ma soddisfatti del raccolto, anche se non era ancora concluso. Ci siamo riuniti per la preghiera, la cena e alcuni giochi.

E la domenica?
Il mattino seguente a causa della pioggia non ci è stato possibile ultimare il lavoro di raccolta.
Dopo un’alzata più ragionevole, ossia le 8.00 !!! vista la pioggia, le suore si sono inventate qualche lavoretto da farci fare per occupare la mattina, poi siamo andati a messa ed abbiamo pranzato.
Ed era già arrivato il momento di ripartire.

Che cosa ti è piaciuto di questo fine-settimana un po’ diverso per te?Image
L’accoglienza  ricevuta che mi ha fatto sentire, in qualche modo, parte di quel mondo nel quale anche i momenti di preghiera sono perfettamente naturali. Certo che in due giorni ne ho dette di preghiere !!!
Poi sono stato contento perché mi sono sentito utile, forse perché in quel tipo di lavoro i risultati si vedono subito e comunque in compagnia anche il lavoro non pesa.
Confesso, però, che mi è dispiaciuto lasciare mia sorella.

Un’ultima parola?

Sono pronto a rivivere l’esperienza.   

A don A. del Benin e studente di Sacra Scrittura a Roma chiediamo:

Che cosa ti ha spinto ad essere dei nostri?
Il desiderio di ritrovare persone conosciute e di conoscere la comunità di Casetta Nova, la curiosità di un lavoro mai fatto,  la voglia di offrire la mia generosità e disponibilità.
Image
Che cosa ti è rimasto dell’esperienza?
La gioia dello stare assieme che ci ha plasmato.
Il modo in cui abbiamo potuto congiungere meravigliosamente la preghiera ed il lavoro agricolo, nel prisma della matrice francescana dello sguardo ammirato e grato alla Terra per i suoi doni.
E’ stata una scuola di disponibilità, di generosità e di dono di sé.

A chi vorresti dire grazie?
Un grazie a zio Silvano per la Sua presenza che ci ha conferito sicurezza e direttive.
Un grazie anche alle suore per la maestria con cui hanno condotto il tempo della preghiera e nello stesso tempo per la bella testimonianza a noi lasciata: un'affascinante presenza che convince!

A S. una conoscenza di vecchia data

Sei venuta tante volte a trovarci per incontri, 3-giorni, attività estive, perché a questa volta proprio la raccolta delle olive?

Raccogliere le olive era la scusa per ritrovare delle persone care a cui voglio bene. Eppure è stato Imageproprio nel raccogliere le olive che ci siamo veramente rincontrati, perché quello che ci unisce e ci fa riconoscere e riscoprire ogni volta, è fare qualcosa insieme, di concreto e semplice, il condividere un po’ di fatica e di soddisfazione.  

Quale il cuore della tua esperienza?
Mi sono sentita come quella canzone che dice: “…è tutto vostro e voi siete di Dio…”.
Mi appartenevano non solo le olive, ma tutti gli olivi e la terra bagnata. Insieme alle altre persone eravamo parte di un tutto, accogliente e protettivo.
Ognuno di noi si è sporcato le mani. Alcune mani si sono lasciate sporcare di più, erano segnate e trasformate dal lavoro. Se fai qualcosa senza risparmiarti, quel qualcosa ti cambia, non sei più quello di prima. Certo c’è sempre la tentazione di mettersi i guanti e proteggersi dall’ortica, poi pensi che c’è Qualcun Altro che ti protegge, non dovresti preoccuparti, ma solo amare quello che stai facendo e lasciarti trasformare … e ci provi

A zio Silvano supervisore dei lavori ed esperto lavoratore della terra:

Cosa ne pensi del gruppo di raccoglitori di olive di quest’anno?
Proprio un bel gruppo di lavoro, mi è piaciuto! Tutti bravi ragazzi, compreso il sacerdote che era con Imagenoi, sempre sulle scale, ha lavorato parecchio e poi m’è piaciuta qualcuna delle ragazze: svelta, simpatica, sempre arrampicata sugli alberi.
Siamo stati bene insieme e abbiamo fatto del nostro meglio, purtroppo quest’anno è stato l’anno povero in cui gli alberi non hanno dato tanti frutti, è il ciclo della natura e va rispettato.

Ed ora?
Ora stiamo potando gli olivi insieme a Renzo, il fratello di sr. Gusy, li prepariamo per la prossima stagione, facciamo del nostro meglio affinché l’anno prossimo sia l’anno di abbondanza!!!

Ad A. ormai un’assidua frequentatrice della comunità

Che cosa ti è rimasto di più bello e prezioso dell’esperienza vissuta?Image
Tanti visi nuovi, tante cose da imparare...come dimenticare le reti, i rastrelli, le scale ma soprattutto il FANGO!!
E' stato un tempo per scoprire il valore della condivisione e del "fare insieme";
per capire l'importanza dello "sporcarsi le mani" e del lavorare ad un unico obiettivo.
...E poi la natura, il creato, che insegnano ad avere pazienza, ad aspettare il momento adatto per la raccolta, ma soprattutto a vivere anche le fatiche dell' inverno e delle stagioni più dure.
Allora rimbocchiamoci le maniche, perché i frutti da raccogliere lungo il cammino sono tanti!

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