|
Quando ripenso ad "Arte ed emarginazione", molte cose riaffiorano nella mente e mi fanno rivivere le emozioni, le sensazioni, gli interrogativi e i pensieri di cui erano e resteranno intrise.
Pietre: quelle che senza nascondere i segni del tempo testimoniano ancora la maestosità e l'imponenza dell'Impero che le ha usate; quelle più lisce e levigate scolpite con estrema maestria da abili mani; quelle scrupolosamente posate a costruire magnifiche chiese; quelle distrattamente calpestate durante il cammino...
 Colori: quelli delle tele, dei quadri, quelli usati da Caravaggio e da Marianna, quelli dei nostri mandala, dei tramonti, delle stoffe africane, dei visi osservati e delle mani strette...
Storie: quella di Rut, così lontana nel tempo ma ancora così attuale; quella di Giovanni, Yasim e Tanti Altri, così lontane e diverse dalla mia, ma forse molto più pregne di speranza, proiettate verso un domani che riscatti un oggi che non appaga, cui è difficile abituarsi e non si vuole farlo, perché si è certi che non durerà per sempre...
Odori: il profumo del cibo distribuito, atteso, mangiato e condiviso; l'odore di pulito e igiene dei vassoi, delle stoviglie e dei pavimenti appena lavati; la puzza dello sporco, della vergogna, della povertà, della vecchiaia, dell'abbandono, della disperazione e dell'indifferenza...
Sguardi, sorrisi, strette di mano e abbracci: quelli dei miei compagni di avventura, un po' impauriti e titubanti come me prima di iniziare, stanchi ma molto arricchiti a fine giornata; gli sguardi lucidi, sfuggenti, assenti, spaesati, distratti di alcuni ospiti e quelli sereni, speranzosi, furbi, interrogativi, attenti, indagatori di altri...
Ringraziamenti: a chi ha preparato con cura tutto ciò; a chi con me l'ha vissuto; a chi ho incrociato e mi ha donato anche solo un sorriso; a me che ho accettato di mettermi almeno un po' in gioco; a Lui che permette che tutto accada e gli dà un senso. M.
Dal 13 al 20 di agosto eravamo in 16 a vivere la seconda edizione di “Arte ed emarginazione”. Il tempo è trascorso tra cene da servire e stoviglie da lavare, scenette da inventare e silenzi da custodire, bellezze artistiche da guardare e storie ferite da rispettare.
M. ci ha raccontato qualcosa della sua esperienza divenuta bagaglio prezioso del suo presente.
Questo “spazio aperto” è per te, perché anche tu possa scrivere e condividere quei colori, storie, odori, sguardi, pietre, strette di mano che hanno lasciato un segno e illuminano il tuo quotidiano. Il tuo contributo è un dono per tanti...
Puoi leggere i messaggi in "Arte ed emarginazione - Spazio aperto" E l'articolo "Un amore che cos'è" Inoltre... Visita la galleria fotografica e lascia il tuo messaggio... |