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Campeggio estivo a Margone PDF Stampa E-mail
venerdì 27 aprile 2007

Dal 12 al 19 Agosto siamo partiti con un gruppo di giovani diretti a Margone, un paesino in montagna nelle valli torinesi, per vivere dei momenti di cammino alla presenza del “Maestro”. Image
Eravamo 25. Durante la settimana abbiamo incontrato alcuni personaggi del Vangelo che ci hanno aiutato a guardare dentro di noi. Come loro abbiamo cercato di metterci dietro Gesù cercando di togliere dallo zaino tutte quelle certezze che ci impediscono di vedere che in realtà il Signore si rivela tutt’altro da quello che pensiamo: Dio è amore, che ci aiuta a dare voce ai nostri desideri e a gridare le nostre ferite, disposti anche ad andare controcorrente pur di guarire.

Con la moltiplicazione dei pani Gesù ci ha invitato a mettere a disposizione il tutto anche se poco, nell’amore reciproco e nel servizio ritrovando il Risorto che dona gioia e vita da annunziare e condividere.

Le giornate sono state scandite da momenti di preghiera, riflessione e cammino anche fisico, non sono mancati momenti di quotidianità e festa, ciò ci ha permesso di vedere come poi la vita è un’avventura da vivere in tutte le sue dimensioni.
Ecco alcuni racconti dei giovani:

"La parola che Dio mi consegna è : Alzati e cammina. Non accontentarsi, capire che c’è una possibilità per raggiungere la gioia e quindi provarci ora".

"La parola che sento che mi viene consegnata è quella della moltiplicazione dei pani. Il mio poco o il mio tanto è da donare, è da consegnare, restituire al Signore, poi sarà Lui che potrà fare del mio dono qualcosa per gli altri".

 "La parola impegnarsi è sempre difficile da pronunciare perché vuol dire anche fatica a mantenere una parola. Nonostante tutto desidero vivere nella, con e per la sua Parola e mettere a disposizione il poco che ho a servizio dell’Amore".

"Ho riscoperto quel Dio che ti «lascia la mossa», quindi ti lascia anche prendere le capocciate contro il muro, ma che alla fine , una volta che si è fatto buio e hai finito la benzina, ti viene a prendere anche alle tre di notte per portarti a casa, il Dio che ti guida dolcemente per la strada giusta, che magari ti sembra di non sentire ma che alla fine scopri che «ha sempre continuato a parlare»".

"Ho capito che posso sbagliare anche io, che non sono perfetta. Soprattutto ho capito che Dio mi ama così come sono. … E ora che sono sincera davanti a Lui, mi sento libera. Posso iniziare ad amare veramente mio fratello…Ogni persona è una Presenza, una Vita, e amare le persone che mi sono accanto, anche se le conosco da poco, mi rende una persona privilegiata".

"Per me è stato un vedere l’opera di guarigione del Signore dentro le ferite di ciascuno. Questi giorni sono stati un «riconoscere il Signore nei poveri e nei sofferenti così chiaramente, come se lo avessi visto con gli occhi del corpo»".

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