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Col caldo che ha fatto a Roma alla fine di agosto la Scuolettta, che si è svolta a Vermicino dal 22 al 27 agosto, è stata un vero bagno rigenerante, un tuffo nella freschezza della Parola di Dio, un’immersione nella realtà che ci circonda.
Abbiamo vissuto giorni semplici cercando di ascoltare, credere, servire la presenza del Signore negli ultimi, nell’Eucaristia, nel silenzio del nostro cuore, nella fraternità. Lo sguardo risanante che Gesù ha rivolto ad alcuni personaggi del Vangelo si è rivolto anche sulle nostre storie ridonando nuova forza e fiducia per seguirlo sulle piste che si aprono nel quotidiano.  Ancora una volta la vita si è rivelata come una benedizione del Signore e con gratitudine ne narriamo qualche pagina attraverso le parole scritte da chi ha vissuto questa esperienza.
"Mettersi alla scuola di Gesù, come quei bambini accovacciati ai suoi piedi, che lo ascoltano in silenzio, affascinati dalle parole di pace che escono dalle sue labbra, stupiti dai racconti d'Amore. Accoccolarsi ai suoi piedi, come quella donna che gli dona lacrime, profumo e capelli senza condizioni, pienamente. Stupirsi, come Matteo, e come lui avere la forza di alzarsi, voltare pagina, fidarsi. Rimanere immobile come un canale e lasciarsi scorrere dentro la Parola fresca come acqua pura. Ma c'è un tempo per stare ed un tempo per andare, e allora non rimanere solamente immobile per custodire gelosamente quest'acqua, ma farsi canale d'Amore per gli altri, mettendosi a servizio, cercando di concretizzare in gesti d'Amore. La Scuoletta non è stata semplicemente uno staccare la spina per qualche giorno dalla mia quotidianità stressante, ma ha significato ascoltare, condividere, ballare, piangere, ridere, parlare, pregare, chiedere, arrabbiarsi e gioire... insomma vivere, vivere pienamente, collegata a Lui e a Lui negli altri. Perchè negli occhi di tutte le persone che ho incontrato ho visto lo scintillio della Sua presenza, la bellezza del suo messaggio d'Amore." L.
"Mi ha spinto a partire la voglia di conoscere Dio e di capire qual è il suo progetto per me. Sono arrivata a Roma con tanti dubbi e tante domande e sono tornata a casa con la consapevolezza che non devo sforzarmi a capire cosa Lui voglia per il mio futuro ma devo fare piccoli passi, giorno per giorno, senza pormi grandi obiettivi ma cominciare dal piccolo. Qual è stata la perla preziosa??? E’ stata sicuramente l’esperienza alla mensa dei poveri dove ho avuto la possibilità di conoscere queste persone che sono molto umili, alcune allegre e altre meno, e che hanno solo la strada su cui camminare. E’ stato bello poter regalare loro un po’ di accoglienza, un bel sorriso e una bella chiacchierata ...ma allo stesso tempo anche io ho ricevuto tanto parlando con loro o semplicemente guardando nei loro occhi." E.
"Accoglienza, disponibilità, fraternità, informalità, gioia e soprattutto, totale apertura al Santo Spirito. Questo, è stato il caldo abbraccio che mi ha “stretto” alla SCUOLETTA, in totale serenità d’animo. C’è stato tempo per tutto, e spazio per tutti. Ci sono stati occhi, silenzi, e debite parole dette a tempo opportuno che… in "Armoniosa Musicalità"…hanno saputo vedere e accompagnare l’affannato mio respiro scosso a profondi interrogativi e da grandi speranze. La scuoletta, mi lascia dentro, com’è giusto che sia, domande ancor più forti che gridano il bisogno di concretezza. Concretezza, che inizia in me con la nudità d’animo aperto a Dio Padre. E’ in questa libertà che la Parola sorprende e nutre. Per tutto questo, e per tutto ciò che ogni singolo sguardo ha raccontato di sé, ringrazio." L.
"E' stato bello vedere come tante persone fatte di storie diverse, seguendo diversi sentieri di vita, abbiano deciso di fermarsi per ridisegnare il proprio cammino. La mia esperienza è stata l'aver capito che Dio è amore incondizionato. Dio parla a ciascuno di noi, in modi differenti secondo i Suoi disegni e le nostre inclinazioni; la Sua grazia ci avvolge in ogni momento della nostra vita. Sta al singolo accoglierla e far sì che diventi miracolo di testimonianza. Adesso la difficoltà è nello “smontare le tende” e tornare alle nostre case; è nel diffondere nella nostra quotidianità, con coraggio, quell'amore che ci è stato donato." C.
"Considero questi giorni trascorsi a Vermicino come un’esperienza preziosa in cui il Signore mi ha invitato a contemplare ancora una volta le meraviglie che compie quotidianamente ed instancabilmente nella mia vita. Indubbiamente il momento più forte di questa esperienza è stato il gesto della “lavanda dei piedi” che abbiamo vissuto l’ultima sera in cappella. Un gesto semplice ma forte che ha richiamato la mia attenzione sul comandamento dell’amore vicendevole e mi ha fatto comprendere come il sentirsi profondamente amata da Dio, accettare questo amore nella mia vita, comporti inevitabilmente il desiderio di ricambiare questo stesso amore nei fratelli tramite gesti concreti nella vita di ogni giorno. E la spiegazione di ciò sta probabilmente nel titolo di una canzone sentita in questi giorni “l’amore con l’amore si paga”: l’amore ricevuto chiede altro amore, questa volta da donare agli altri, chiede soprattutto scelte concrete fatte liberamente “per amore”." C.
"Giorni fa ho incontrato due amiche; soliti discorsi: come avete passato le vacanze, com’era la Grecia, avete visto bei posti nuovi? ma… le risposte erano spente e mi sembrava di avere davanti un fuoco ormai spento. Stavo parlando con un muro di gomma, la mia energia esplodeva da dentro verso l’esterno, arrivava da loro, ma non tornava a me in forma rinnovata, era come se fosse andata perduta. Indietro non mi è tornato nulla. Solo un suono sordo. Allora ho capito che, nessuno può toglierci la gioia di vivere ma neppure qualcuno può darcela se non la vogliamo, purtroppo. Io l’ho voluta, la sento. Amo e sono riamata. Basta aprire il cuore. E allora Andiamo! Camminiamo! Corriamo dove Dio ci accompagna! Lo so, a volte questo pensiero fa paura: dove mi porterà? Sarò in grado? E se fosse illusione? Fiducia è la risposta. Tranquillità." S.
Non so spiegare la gioia che ho dentro; tutto troppo semplice. Ho scelto io cosa fare, ho scelto come amare, Ti ho scelto per il mio successo. Dovevo avere il coraggio di lasciare tutto, dovevo essere perfetta per Te. Ho scoperto il mio errore, ho ammesso il mio nulla, il mio essere terra. Tu, allora, sei entrato hai affondato nel mio deserto, le Tue radici. Ora tutto fiorisce guardato e avvolto dal Tuo amore, e ciò che io avevo scelto, non lo hai sradicato; lo hai trapiantato nel Tuo amore, lo hai innestato con delicato rispetto in Te. Oggi so che ciò che credevo mio, è Tuo e non posso che riseminarlo nella tua infinità bontà e misericordia. M. |