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Con il piede nell'impronta di altri... |
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martedì 23 settembre 2008 |
È vivido nella mia memoria quell’incontro piacevolmente rilassato tra noi dello staff del reparto Antares degli scouts Subiaco 1 e sr. Paola, in un assolato, tardo pomeriggio di un giugno già luglio. Un bicchiere di succo di frutta fresco a ristorarci la gola tra una chiacchiera e l’altra, racconti dell’anno appena trascorso, ricordi del campeggio dell’estate precedente e…quest’anno? Parliamone! C’è un’ambientazione particolare del campo, su una storia del marinaio dei fumetti Corto Maltese, a cui è legato un percorso di catechesi incentrato sulla figura di Giona. Il titolo sarà: “Le Città Perdute, Mu per Corto Maltese, Ninive per Giona”. Che bello, sr. Paola sarà con noi al campo per la seconda estate, con più esperienza, meno esitazione, più conoscenza e, ultimo ma di significativa importanza, più giorni a disposizione.
Poi, come sempre accade, non c’è neanche tempo per rendersi conto che si è già al campo ed i giorni volano, ma c’è il tempo per scoprire che non solo noi siamo cambiati dal precedente campeggio, ma anche la nostra sr. Paola. Dal primo istante subito in “tenuta da campo”, con l’ormai epico cappellino bianco con visiera rossa. Ci siamo ritrovati dinnanzi un “jolly”, un asso nella manica non solo nei momenti di catechesi o per discorsi riflessivi con i ragazzi, ma un valido aiuto in cambusa, nella manovalanza per preparare i giochi, una spettatrice appassionata (a volte assonnata !!!) dei fuochi di bivacco serali ed infine una chitarrista provetta.
Alla fine, citando una canzone ti chiedi e ti rispondi: “Che rumore fa la felicità? Insieme, la vita lo sai bene, ti viene come viene, ma brucia nelle vene e viverla insieme è un brivido, è una cura, serenità e paura, coraggio ed avventura, da vivere insieme a te… Non è mai quantificabile il guadagno che certe esperienze mettono dentro il nostro portagioie, ma la certezza è che accade di nascosto e quando ce ne accorgiamo è sempre tardi, si è già tornati alla vita di ogni giorno, agli impegni, le amarezze, le soddisfazioni, le passioni…
Poi il gioco riparte, ritorna la voglia, il desiderio di assaporare di nuovo il gusto del verde-avventura della vita di reparto, sentirne la fatica e tra una foto e l’altra, un’idea nuova e l’altra, i testi universitari divengono muta attrattiva per gli acari della polvere e le palpebre dei nostri occhi s’inchinano al torpore dei pomeriggi di fine agosto, sicuri che prima o poi torneremo a mettere il piede dentro l’impronta lasciata da altri, che eravamo noi un anno prima.
Francesco |