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Eccomi ritornata dopo una bellissima esperienza, pronta ad affrontare tutto e tutti, ed ora vi spiego il perché. Molti pensano che conviene evitare certe esperienze, come quella che io ho fatto, perché pensano non ci si diverta, ma io ho sperimentato che mi ha fatto tornare a VIVERE !!!
Ho vissuto per due settimane nella comunità di Assisi delle Suore Francescane dei Poveri e poi ho raggiunto la comunità di Casetta Nova dove ho partecipato, insieme ad altri giovani, a Parola CreAttiva. La mia avventura è iniziata ad Assisi: posti mai visti, persone nuove, non conoscevo nessuno, sapevo che questo mi avrebbe sfidata a mettere da parte la mia timidezza e iniziare un dialogo con persone del tutto nuove per me. Ero comunque pronta a tutto, mi sono buttata e non mi sono pentita.
Il giorno per me più importante è stato il 2 agosto, festa del Perdono: giorno in cui arrivano ad Assisi tanti marciatori. Mai avevo visto così tanti giovani insieme! La gioia che avevo dentro, nel vedere tutti quei ragazzi, non l’avevo mai sperimentata e sono stata contagiata, tanto da decidere che l’anno prossimo la voglio fare anch’io la marcia! Nello scorrere dei giorni ho percepito che qualcosa in me stava cambiando e allora ho continuato a buttarmi. Quello che più mi ha colpito di queste suore è stata la condivisione di quanto vivono: una condivisione che loro vivono con i giovani, quindi come me, ma anche con i poveri. Per la prima volta sono entrata in un centro di accoglienza per senza fissa dimora, questo ad Assisi, mentre a Roma sono stata a fare servizio alla mensa di Colle Oppio. All’inizio non sapevo che fare, che dire; pian piano ho capito che dovevo solo mettermi in ascolto. Fra tante parole, una frase mi ha particolarmente colpita, è stata quella di una donna che fissandomi mi ha detto: “Se tu ti trovi qui, significa che sei una ragazza forte!”. Che dono grande queste sue parole, parole che mi sono portata e che mi risuonavano sempre nel cuore.
Ho partecipato anche alla settimana di Parola CreAttiva, dove ho scoperto la bellezza di affidarmi e fidarmi degli altri, soprattutto grazie ad un esercizio di espressione corporea che mi ha aiutata tanto, nel quale mi sono lasciata condurre da un altro, mentre tenevo gli occhi chiusi. Questa esperienza mi ha dato tanta gioia, serenità e mi sono divertita tantissimo, ma la cosa più bella è che ho ritrovato la fiducia che avevo perduto in me stessa, in Dio e negli altri e ho nuovi amici.
Jessica |