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Pellegrinaggio di fiducia sulla Terra PDF Stampa E-mail
giovedì 09 settembre 2010

Sì, proprio così, pellegrinaggio di fiducia, quello fatto a Taizè.
Perché pellegrinaggio? Abbiamo camminato e anche tanto in questo piccolo paesino della Francia Imagenonostante non ci siamo mossi da lì, ci siamo ritrovati in 4000 giovani circa a condividere momenti diversi fatti di preghiera, riflessione, confronto, servizio. Una settimana a Taizé permette di rileggere la vita quotidiana alla luce del Vangelo: pregando insieme tre volte al giorno, riflettendo sulle sorgenti della fede, lavorando per gli altri. Ogni giorno, dei fratelli della comunità introducono una riflessione biblica, seguita da un momento di silenzio e di condivisione in piccoli gruppi. Nel pomeriggio, degli incontri aiutano ad approfondire la relazione tra la fede e la vita nel lavoro, la solidarietà, le questioni sociali, l’arte e la cultura, la ricerca della pace nel mondo…

Perché fiducia? “voi non siete più stranieri né ospiti ma… familiari di Dio”. Sì! nonostante non ci si conosca e si venga da posti così diversi nel mondo per cultura, esperienza religiosa, età, ci si riconosce figli di un solo padre e fratelli dell’Unico Figlio, Gesù.
Ecco alcune testimonianze.

Image“…e accoglierò un torrente in piena di volti assetati di te mio Dio e volerò dove il cielo è ancora pulito, dove gli angeli guardano gli uomini e sorridono…”. Così dice un canto che mi piace molto e che durante questi giorni è risuonato spesso nelle mie orecchie e nel mio cuore. Questo è stato per me Taizè: un luogo dove ho incontrato e accolto nel mio cuore persone diverse da me, per cultura, nazione, mentalità, religione; un luogo dove ho sperimentato la bellezza e la meraviglia di quella diversità che trova sempre un punto di unione, di comunione. Nonostante la difficoltà della lingua è stato davvero arricchente incontrare e “share” (condividere) questa esperienza con più di 4000 giovani desiderosi come me di un incontro.
Ma Taizè non è stato solo questo… quello che porto nel mio cuore è un grande senso di pace e di serenità… una pace che è nata dal silenzio, dalla preghiera, dal canto. È stato incredibile vedere il silenzio e il raccoglimento nella grande e semplice chiesa che ci ha accolto per tre volte al giorno dove non c’è stata mai confusione, nonostante il mare di persone che si muoveva in maniera più o meno ordinata. Porto nel mio cuore la serenità che mi ha dato l’incontro con il Signore nel silenzio, mi sono sentita amata, accolta, ho sentito la forza e la presenza di una comunità grande e desiderosa di incontrare anch’essa il Signore. Sono stata in mezzo a tanti, ma in quel silenzio sono riuscita a trovare un piccolo posto solo per me. Penso davvero che Taizè sia un luogo speciale e credo che il cielo sorrida nel vedere che qui c’è la possibilità di incontrarsi così, nella libertà di quello che siamo.
Costanza

ImageTorno a casa con 2 doni fondamentali. Il primo è l’aver scoperto che a Taizè vi partecipano più di 4000 persone provenienti da tutto il mondo e che riescono a comunicare tra loro. La cosa che mi ha stupito è l’aver scoperto che non siamo solo noi cattolici a partecipare, ma anche ortodossi e protestanti: tutti riuniti in un'unica chiesa a pregare lo stesso Dio… Il secondo dono, più personale, è l’aver avuto il tempo di ritornare a pensare, pensare alla mia vita e a come è cambiata nell’ultimo anno dopo la fine di una storia d’amore durata 10 anni avevo imparato a non pensare, ad occupare tutto il mio tempo. A Taizè, invece, ho avuto abbastanza tempo per riscoprire il piacere del silenzio e dei momenti di riflessione.
Emanuela

“…chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna”. Quanti volti incontrati, quanti sguardi e sorrisi condivisi, ognuno così diverso dall’altro ma tutti con lo stesso desiderio di Dio, con lo stesso desiderio di bere questa “acqua viva”. Quest’esperienza mi lascia una grande pace nel cuore, una pace che spero mi accompagni nelle difficoltà e nelle pesantezze della vita quotidiana. A Taizè si impara che “perdendo l’inutile si trova l’essenziale” e così si torna a casa con la consapevolezza che solo Dio basta.
Mara

Image 

7 vele per navigare nella fede, tanti mattoni per costruire più comunione fratellanza, tante luci per illuminare il giusto cammino della vita. Grazie Taizè
Massimo

Da Taizè mi porto il senso di comunione con le tante persone che provengono da tutto il mondo. Nonostante le diversità culturali, linguistiche, caratteriali e di professione di fede, eravamo tutti lì uniti dalla stessa fede in Gesù. Mi porto nel cuore questo mare multicolore di persone che hanno condiviso momenti di vita quotidiana scandita dalla preghiera. Ancora, la gioia dei canti e allo stesso tempo i profondi momenti di silenzio durante le preghiere giornaliere. Mi porto il senso di condivisione e la consapevolezza che le diversità sono fonti di arricchimento, sono un dono che ci aiuta ad aprire i nostri cuori al prossimo.
Eva

ImageLasciamo che si risvegli in noi la più profonda delle attese: il desiderio di Dio! Ho riscoperto in questa settimana: il contatto con Dio e con la preghiera! È stata un’esperienza fantastica, che mi ha fatto scoprire gente nuova con vite completamente diverse dalla mia ed è stato proprio tramite l’ascolto che mi sono sentita veramente arricchita. Mi sono sentita totalmente accolta, non giudicata e libera di esprimere quello che veramente sono. Anche il lavoro mi ha gratificato molto perché mi ha aiutata a sentirmi parte della comunità e a mettermi a servizio dell’altro. È un esperienza che consiglio a tutte le persone che vogliono vivere un esperienza di pace e serenità e che vogliono ritrovare se stessi.
L.

Esprimere in poche righe l’esperienza di Taizè non è certamente una cosa semplice. La condivisione, l’essenzialità, la gioia, vissute in questi giorni sono indescrivibili. Paragonerei una tale realtà a quella che un giorno vivremo nella gloria di Dio. Mi sono sentita in comunione con Dio, i fratelli (provenienti da diversi paesi del mondo) e con la chiesa celeste… tutti riuniti da un unico Amore: Dio. Mi porto a casa un desiderio di amare ancora più forte di quello di prima e la voglia di creare “ponti” favorire relazioni e unità. Grazie a Dio e ai miei compagni di esperienza.
M. G.

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