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“Qualcuno mi spiega cosa c’entra l’arte con l’emarginazione?” È questa la domanda che, in modo più o meno esplicito, ci hanno rivolto i ragazzi giungendo il 13 agosto scorso a Casetta Nova, la nostra comunità di Frascati. Lì si svolgeva l’attività estiva che, come Suore Francescane dei Poveri, abbiamo proposto ai giovani provenienti dalle diverse parti d’Italia. Con noi alcuni preziosissimi collaboratori, tra cui padre Luca dei Missionari Oblati di Maria Immacolata. Ad accogliere i ventidue ragazzi che hanno risposto all’invito c’era una scritta appesa al muro a lettere cubitali: Bellezza è… Questo il motto con cui ogni giornata è iniziata, nonché il filo d’oro che abbiamo seguito per le vie di Roma, tra i suoi capolavori storico-artistici e durante i vari servizi rivolti agli ultimi. È grazie a questa Bellezza che arte ed emarginazione hanno cominciato ad entrare in confidenza tra loro come “due vecchie amiche” e a mostrarci che, non per forza, l’una esclude l’altra. Abbiamo colto la Bellezza dinanzi ai resti romani, ai mosaici luminosi delle Chiese paleocristiane, ai chiari-scuri dei dipinti del Caravaggio, alla morbidezza delle sculture del Bernini… e l’abbiamo toccata stringendo mani, intrecciando sguardi e storie, sentendoci accolti proprio da quei poveri che, in teoria, dovevamo aiutare, ma dai quali abbiamo ricevuto cento volte più di quanto siamo riusciti a dare. Di seguito immagini, sentimenti, desideri che qualcuno ci ha lasciato dopo la settimana vissuta insieme: - “Questa esperienza non è stata solo una bella esperienza ma un’esperienza di Bellezza” (Anna)
- “Ho amato in questi giorni, ma non di un amore sterile, solo mio per Te; piuttosto di un amore che frutta, che ti riconosce. Essere riconosciuta” (Simona)
- “Fino a una settimana fa non avrei mai pensato di essere così
caritatevole con il prossimo e questo mi riempie di gioia” (Pierpaolo) - “C’è stato il servizio in mensa dei Poveri che ha rotto le mie barriere, mi sono sciolta ed ho iniziato a scherzare con un po’ di gente. Vedere la sorpresa negli occhi di questi uomini, la loro voglia di essere serviti da noi, la loro voglia di chiacchierare e dare il loro meglio… Forse per qualche istante non ho giudicato, ci siamo trovati allo stesso livello” (Francesca)
- “Non avrei mai creduto che dedicare una piccolissima parte del mio tempo a degli sconosciuti mi avrebbe fatto così felice” (Sara)
- “Servire i fratelli è servire Lui: intuirlo mi riempie di quella dolcezza che allarga il cuore e lo fa vibrare con forza” (Alice)
- “Dopo questi giorni mi sono resa conto che la povertà non è solo materiale ma ha il suo aspetto più grave nella mancanza di relazione di amore, nel bisogno di sentirsi amati e importanti per le persone” (Elena)
- “Nella quotidianità si possono veramente cambiare tante cose…un saluto in più, un lamento in meno, avere più ottimismo e meno tristezza e insicurezza…e pensare che non si è soli” (Maura)
 - “Bellezza è quotidianità e questo lo si è scoperto nell’arco della giornata, nel relazionarsi con gli altri, di culture, modi, stili di vita diversi, diversità che non hanno fatto altro che saldarci ancora di più tra di noi” (Alfio)
Ci auguriamo che la "scoperta" di questa Bellezza possa continuare, rivelandoci il suo nuovo nome giorno dopo giorno, nel nostro quotidiano, per le vie della nostra vita e della nostra storia.
Se lo desideri puoi visitare anche la galleria fotografica relativa all'evento. |