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Una raccolta colma di frutti PDF Stampa E-mail
martedì 11 dicembre 2007

Anche quest’anno la nostra comunità è stata impegnata nella raccolta delle olive e abbiamo deciso che questa era una bella occasione per aprire le porte di casa a quei giovani che volevano vivere con noi un’esperienza di condivisione della nostra vita e del nostro lavoro a diretto contatto con madre terra.
Abbiamo scherzato e giocato insieme, abbiamo temuto l’arrivo della pioggia e gioito per il dono del sole, abbiamo cantato e suonato. Abbiamo pregato scegliendo quei brani del Vangelo in cui Gesù parte dalla sapienza della natura per fare scuola ai suoi discepoli. Image Abbiamo gustato il riposo delle stanche membra e fatto festa per l’abbondanza del raccolto e della resa delle olive.
Ciascuno ha vissuto l’esperienza gustandone aspetti diversi che hanno saputo intrecciarsi e arricchirsi reciprocamente. Sentiamo alcune delle loro voci.

Come si raccolgono le olive?
Beh, puoi scegliere quale ruolo ti “garba” svolgere: c’è chi fa un po’ di penitenza e sta in ginocchio e raccogliere le olive cadute a terra; poi ci sono gli esperti delle reti e le mettono in modo tale che una sormonti l’altra affinché nulla vada perduto, poi c’è la squadra dei coraggiosi che si arrampica su per gli alberi e cerca di appollaiarsi fra i rami o quelli che poggiano le scale in modo strategico per evitare le cadute e salgono, se hanno fegato, fino all’ultimo gradino, ma c’è anche chi ama la prudenza e preferisce stare a terra con le braccia alzate e raggiunge le olive fino a dove la sua altezza gli permette di arrivare. Alla fine arrivano quelli che raccolgo le reti e puliscono le olive da rami e foglie. Il ciclo è completato e allora si può passare ad un’altra pianta.
Operazioni interessanti, ma bisogna dirsi in verità che la fatica non è poca, in compenso i muscoli delle cosce e delle braccia si rafforzano alla grande, ve lo garantisco.
Sì, la fatica non è mancata, ma c'era anche la voglia di ringraziare Dio per tutte quelle olive che ci donava di raccogliere.
E poi il bello era sentire e gustare l'unità tra noi e costatare che anche se in poche, abbiamo dato il massimo e le cassette riempite, a fine giornata, erano davvero tante.
Naturalmente mentre si lavorava, abbiamo parlato di tutto e non sono mancati discorsi impegnativi: il più gettonato era quello del "fanciullino". Io sono dell'idea che è bene crescere, anche se fa male.
Il giorno dopo è arrivato il gruppo di scouts, Lollo e company, a darci una mano. Per fortuna! La volontà di finire ci ha fatto andar Image avanti senza tentennamenti, anche se ad un certo punto ha iniziato a piovere.
Cosa mi porto da questa esperienza? Sicuramente la bellezza del contatto diretto con la terra e le piante e la voglia di vivere il mio lavoro all’insegna della gioia che deriva dalla condivisione.
M. F.

Da diversi anni mi dicevo: "Quando finirò l'università, farò l'esperienza della vendemmia e della raccolta delle olive".
Anche quest'anno le sfp hanno organizzato la famosa raccolta delle olive per l’appunto ed io non avevo scuse, visto che l'università l'ho finita.
Sono arrivata il venerdì sera: il tempo era bruttissimo, faceva un freddo micidiale e il cielo era coperto di nuvole. Tutti noi abbiamo pregato e chiesto a Dio che il giorno dopo facesse bel tempo:le olive andavano raccolte! Il sabato mattina, quando mi sono svegliata ho guardato fuori dalla finestra: c'era un bel cielo limpido e il sole che riscaldava. Sembra una cosa banale, ma per me non lo è stata: Dio aveva ascoltato le nostre preghiere. Quante volte preghiamo Dio affinché esaudisca le nostre richieste e ci arrabbiamo o ci demoralizziamo se Lui non lo fa? Questa cosa mi ha fatto riflettere veramente tanto: Dio solo sa ciò che è bene e porta frutto, Lui sapeva … e ci ha fatto il regalo del bel tempo e del sole.
Una lezione importante per vivere i tempi di buono o cattivo tempo che caratterizzano la mia vita, per accogliere i silenzi di Dio con pazienza e i suoi doni con gratitudine.
F. A.

Image Raccogliere le olive può essere un servizio che noi scouts scegliamo di fare per una delle nostre uscite insieme ad una comunità di suore?
Ebbene sì e noi l’abbiamo scelto e vissuto così, proprio come un servizio!
Perché?
Perché è una nostra convinzione che il servizio che doniamo agli altri è un regalo che Dio fa prima di tutto a noi e noi lo accogliamo sempre con grande entusiasmo perchè ci riempie il cuore di gioia.
Uno parte con l’intenzione di dare qualcosa, di produrre, di rendersi utile e poi si trova davanti persone come quelle che noi abbiamo trovato a Casetta Nova, suore e ragazze che riescono a dare ben più di un sorriso e di tante emozioni e ben più anche di una bellissima esperienza a contatto diretto con la natura.
Qualcosa a cui non so dare un nome, ma che è rimasta incisa nel cuore e fa riflettere per giungere nuovamente alla certezza che donare è l'unica gioia nella vita.
Ecco un mio pensiero, che racchiude tutti quelli della nostra piccola grande comunità di clan.
La speranza è che le olive rispuntino presto, così avremo la scusa per poter trascorrere insieme a voi un’altra giornata.
L. e gli scuots

Image Non avevo mai vissuto un'esperienza del genere, ma penso che la raccolta delle olive, fatta con il clan, mi abbia arricchito sotto diversi punti di vista.
Innanzi tutto ha contribuito a rafforzare il nostro contatto con la natura, ed è stato un forte stimolo alla comprensione di cosa sia il lavoro di comunità e di quanto ognuno sia indispensabile. Il lavoro, infatti, è stato svolto secondo una precisa catena di montaggio e abbiamo potuto sperimentare come lo spezzare anche solo un anello di questa catena potesse essere deleterio al fine della raccolta.
Un'altra cosa che personalmente ho ritenuto fondamentale di questa esperienza è stata la capacità di unire l'aspetto conviviale a quello lavorativo e di fatica, vale a dire l'aver saputo essere presenti con lo spirito oltre che con il corpo, amplificando così tutte le sensazioni positive che si potevano ricevere da un'esperienza come questa che, non capita tutti i giorni.
M.

 
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