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Anche quest’anno la nostra comunità ha aperto le porte a coloro che desideravano condividere il triduo in preparazione della Pasqua. Giorni di raccoglimento, di confronto con la Parola, di condivisione con gli ultimi, di contemplazione di un amore che sempre ci sorprende, ci raggiunge e ci cambia. 
GIOVEDì in compagnia di Pietro E’ comprensibile questo uomo che non vuole farsi lavare i piedi. In questo giorno a tavola con i suoi, Gesù si fa nuovamente maestro e diventa servo. Lava i piedi dei suoi e lava i piedi anche a me, amandomi gratuitamente. Lui, che si era lasciato lavare e profumare i piedi da una donna, compie un gesto rivoluzionario e ci insegna ad amarci gli uni gli altri. Quanto difficile amare e ancor più lasciarmi amare da Gesù e dai fratelli! M.  VENERDì guardando a Simone di CirenePer me giorno del silenzio e della gratitudine. Con Simone faccio memoria delle volte in cui ho trovato lungo la mia strada fratelli e sorelle disposti a condividere, con sincerità e gratuità, le mie fatiche, le mie difficoltà, tutto ciò che per me rappresentava una realtà di croce. Allo stesso tempo ritorno con la mente ai momenti in cui io stessa mi sono sentita chiamata a portare, per un breve tratto, la croce delle persone a me più care. Gesù mi mostra che tutto ciò che siamo e che sperimentiamo, l’amore come il dolore, può e deve essere condiviso. Attraverso la lavanda dei piedi indica ai suoi amici la necessità e la bellezza di amarsi l’un l’altro; durante la via crucis, lasciandosi aiutare da Simone, mi ridice che anche il dolore e la fatica possono essere il luogo in cui si sperimenta l’amore gratuito dei fratelli. C. Simone, un uomo che si è trovato a portare una croce che non gli apparteneva: la croce di Gesù e da questo incontro nasce per lui la fede. Insieme a Simone, il Signore mi ha portata a comprendere quanto sia importante condividere le proprie croci e mi ha fatto prendere coscienza di quanto profondi siano i legami con le persone alle quali ho consegnato il mio mondo più intimo, anche se ferito, perché proprio in quelle relazioni sono veramente amata per ciò che sono. Ho contemplato un Cristo non ha trattenuto nulla per sé, ma tutto ha donato e con il sangue sgorgato dalle sue ferite ha offerto al mondo quanto di più intimo, profondo e vero abita il suo cuore: tutto di quella vita è diventato dono per altri, per me! "Signore, tu che sei maestro e con la tua vita nutri la mia, donami di saper venire ad attingere l'acqua da te che sei sorgente". M.
SABATO al sepolcro con Maria di Magdala Il crocefisso in cappella è coperto da un telo marrone come la terra, tenuto fermo da due pietre bianche a ricordare quelle del sepolcro. Preghiamo con il Vangelo di Matteo: seguiamo Maria e le altre donne che dal Golgota si recano al sepolcro nel giardino. Preghiamo insieme dei salmi riadattati: alcune parole di uno di questi mi penetrano nella carne: “Perché aneli alla speranza quando il cuore è abitato dal non senso e dalla delusione?” Sono arrivata a questo triduo piena di amarezza e di paura, ma con il desiderio di ritrovare la forza di alzarmi per ricominciare a vivere e con il bisogno di aiuto per riuscire a racimolare il coraggio necessario. A. Ci sono parole che ti senti dire e che ti ripeti tante volte, eppure arriva un giorno in cui ti rendi conto di non averle mai davvero ascoltate , davvero capite, davvero vissute e ti sembra di sentirle per la prima volta.. perché finalmente stai ascoltando col cuore! Come Maria di Magdala mi reco al sepolcro e resto in attesa, ma la mia è l’attesa di qualcuno e di qualcosa, un’attesa, però, che è anche ricerca!!! Perché nell'assenza è la presenza! Anche quando mi sento sola, abbandonata da Dio, ne sento l'assenza, la lontananza e piango sconsolata come Maria sulla tomba vuota, Lui c'è, è presente, è vivo e mi ama. Se alzo gli occhi potrei non riconoscerlo subito, ma potrei anche sentirmi chiamare per nome, prima di quanto immagino! Mi sento come se Maria corresse da me e mi annunziasse di vivere nella Speranza, di camminare verso la mia Galilea. Perché è lì, lungo il mio cammino, attraverso le persone che mi metterà accanto che io lo incontrerò e, quando meno me lo aspetto, mi sentirò chiamare per nome. Come le donne che lo videro, ritorno a casa, accompagnata dalle parole che insieme abbiamo meditato e che mi si sono impresse nella mente: "Affidati a Dio, fidati di Lui che illumina il volto di sorrisi e nel cuore semina la pace”. S.
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