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Lo Spirito: dono di libertà e di pienezza |
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lunedì 16 giugno 2008 |
Due figure di donna, una coppia di sposi e la guida dello Spirito Santo. Questi i compagni di viaggio dell’ultima tappa dei nostri week-end vocazionali che si sono conclusi con la domenica di Pentecoste. Personaggi illustri e semplici che ci hanno testimoniato che scoprire la volontà di Dio fa sentire liberi. Maria di Nazareth ha trovato la forza e i tempi propizi per stare vicina a Gesù e per lasciarlo libero di compiere la volontà del Padre. Mario e Marinella: una vita fatta di scelte non sempre facili e tanti sacrifici, il dilemma tra la famiglia e la carriera, conciliabili solo tenendo presente il vero valore delle cose. Francesca Schervier una piccola grande donna che ci ha insegnato che il Padre si serve anche degli strumenti che si sentono inadeguati per compiere le grandi opere. Tutto questo incorniciato da una fantastica compagnia: persone aperte, sincere, pronte ad aiutare ed ascoltare che, senza mai farci sentire le ultime arrivate, ci hanno aperto il loro cuore. Questo ha permesso tante risate, la costruzione di una piccola grande famiglia unita dall’amore per Dio e per i fratelli. Sara e Maria Chiara
 I bellissimi giorni trascorsi insieme, esempio di unità fraterna riunita nel nome di Lui !!! Giorni dello Spirito... da Lui lasciatoci per non sentirci mai soli…è Lui che ci guida, che ci infonde forza e coraggio quando ci troviamo rinchiusi in noi stessi per la paura. Maria! Donna della fiducia, della speranza, dell’ascolto, esempio di grazia senza fine. Colei che ha saputo accogliere ed accompagnare quel figlio così speciale, un figlio da custodire ed accudire come dono prezioso, ma che non si poteva possedere. Lui che ci ha affidato il dono dello Spirito perché portassimo il nostro frutto su questa terra ed il nostro frutto potesse rimanere. Alice
La “Parola” che mi ha accompagnata è stato il colloquio tra Pietro e Gesù in cui a Pietro viene chiesto di rinnovare il suo amore per il Maestro, un amore che esige di essere più forte di tutto il resto, ma allo stesso tempo un amore che porta con sé, come ricompensa, la gioia che nasce dal camminare sulla strada tracciata da Gesù stesso. Questi giorni sono stati per me una forte spinta a rinnovare il mio amore per il Maestro, come amore prioritario su tante cose che mi circondano e a verificare i miei passi dietro a Gesù. Cinzia
Ho vissuto giorni preziosi e intensi, nei quali la presenza del Signore si è fatta sentire con forza. La compagnia non mancava di allegria, che bello ritrovarsi con amiche conosciute e trovarne delle altre! E certo sono stata grata di tutto quel buon umore, ha impedito che mi barricassi troppo in me stessa e, come ogni volta, mi ha fatto sentire in famiglia. Ero venuta perchè dovevo recuperare l'essenziale e un po' di forza; al Signore è piaciuto rendere questo possibile e io non posso che dire ancora un immenso grazie, con tutto il cuore. Alice
Il dono più grande ricevuto in questi giorni? L’essere state casa di Dio! Perché è l’amore circolato tra noi che ha fatto da casa a Dio, è l’accoglienza di ciascuna che ha reso visibile la Sua presenza. Ho vissuto la reciprocità dell’amore, di quell’amore che solo se donato e ricevuto da immaginata, rende la vita realtà concretamente vissuta. Così essere a casa non è solo questione di mattoni, perché la casa è quel luogo dove il Suo amore ci può raggiungere. Grazie, allora, a ciascuna per aver costruito il suo pezzo e insieme a noi, Maria si è fatta modello dell’abitare di Dio e dal suo andare da Elisabetta ho capito uno dei segreti dell’essere Sua casa: credere nel compimento della Parola del Signore. Mariangela
 Non è stato facile abbandonarsi alle provocazioni ricevute, alla preghiera silenziosa, ma la dinamicità dello Spirito ha lasciato comunque frutti e doni dentro ciascuna di noi. Primo fra tutti la testimonianza di una coppia di sposi che subito ci hanno trasmesso la loro forza più grande: la libertà dell'amore e il coraggio di andare contro corrente. Un continuo cercare gli ha portati a scoprire la presenza di Dio nell'altro. Un continuo cadere e rialzarsi ha permesso loro di trovare un equilibrio fra il desiderio di dimostrare un bene sincero e una distanza effettiva e prolungata. La domanda che sorgeva spontanea era: in che modo continuare ad amare al di là delle fatiche, dell'assenza, delle ferite? Tante le chiavi di lettura e in realtà solo una adatta alla porta della mia casa. Adesso, quello che desidero con forza è innamorarmi del Dio presente in ciascun fratello. E' abbandonare, anche solo per un momento, la mia terra arida per avvicinarmi, con lo sguardo, alle cose del cielo! Provare a guardare con gli occhi del Padre: questa la mia speranza, e il mio augurio! Arianna |
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