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La via del ritorno dopo un viaggio è un momento magico. Con lo sguardo perso nel verde abbagliante degli Appennini che custodiscono Assisi, ascolto nel cuore il riverbero di emozioni, parole, volti, momenti vissuti durante questo viaggio speciale: il cammino per i fidanzati offerto dalle Suore Francescane dei poveri.
C’è sempre un filo che unisce le persone, le storie, le cose. A volte si vede, altre no. Qualche volta sembra sia il caso, altre volte ci è dato comprendere che è un Dono. E c’è una ragione che non appartiene alla mente, che non conosce schemi, limiti, condizionamenti. È questa ragione che mi ha lanciato con entusiasmo in questo viaggio. E se è vero che quando parti con la persona che ami non importa quale sarà la meta, dove riposerai la sera, quali mezzi prenderai, è anche vero che ti senti carico di emozioni e aspettative, ma anche timori, paure. Ti chiedi se sarai all’altezza, se quel filo tratterrà anche te.
La prima volta sono entrata a Casetta Nova, a Roma, con il cuore in tumulto e la mano stretta ad Andrea. Poi ho incontrato la luce e il calore accogliente degli occhi di suor Vincenzina, Giannica, Raffaella. E poi le suore delle comunità. Il valore dell’inattesa intensità del loro abbraccio è stato il primo dono di questo viaggio. Deposti i bagagli, comincia un cammino che subito si popola di voci.
Giovani coppie che portano nel cuore progetti d’amore e molte altre persone pronte a donare non solo le proprie conoscenze, ma soprattutto una parte profonda di sé, la loro vita, ciò che sono e come lo sono diventate. Momenti di formazione avvolti dalla pace e dalla natura di Vermicino e di Santa Maria degli Angeli. Ma anche ricchi spazi di condivisione, riflessione di coppia e individuale, vicinanza con Dio nella preghiera e nella restituzione di quanto di meraviglioso ci è donato. Tutto completato da giornate di vita di vera comunità, con gli altri e per gli altri. Un meraviglioso caleidoscopio che ti permette di guardare, conoscere e un po’ sperimentare le dimensioni della vita di coppia. Un cammino, non sempre facile, nel proprio essere profondo, nella coppia, nella comunità, con il sollievo di sapienti, forti quanto discrete mani, pronte a raccoglierti, accompagnarti, ascoltarti. Mani che sono l’espressione più umana e tangibile di quanto siamo amati. Un cammino che apre gli occhi sul valore della condivisione, della comunicazione, dell’apertura al mondo e del bisogno di intimità. Sul significato straordinario del dono profondo di sé. Ma anche fonte preziosa di strumenti, di aiuto, di consapevolezza del nostro modo di vivere sentimenti così difficili e allo stesso tempo umani come la rabbia, la paura, la tristezza. Aiuto, comprensione, fiducia, Fede. Altri doni di questo cammino.
E poi le voci limpide, schiette, profonde dei nostri compagni di viaggio, che ti riempiono il cuore con mille messaggi in semplici parole. Dev’esserci della bellezza nel coronamento di un amore. Bellezza che rende visibile l’essere bene per l’altro, e che non trascura l’essere bene per sé. Consapevoli che solo la piena felicità della persona amata può tramutarsi nella nostra felicità. In macchina, rientrando alla fine di questo viaggio, sentiamo di portare a casa nuove consapevolezze, rinnovata fede, vigorosa fiducia. Nel cuore è vivo più che mai l’amore. Sbiadiscono paure e timori. Cresce il bisogno di ascoltarsi, di condividere, di comunicare, di affrontare ogni questione irrisolta, con atteggiamento assertivo, con amore.
E portiamo a casa nuove persone da tenere nel cuore. E il desiderio di mantenere vivo e stretto quel filo che ora ci unisce. Per tutto questo, e molto di più… Grazie tante. |