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Fedeltà alla speranza PDF Stampa E-mail
domenica 16 maggio 2010

Da qualche tempo la provvidenza ha permesso che io incrociassi sulla mia strada delle persone segnate da esperienze matrimoniali fallimentari, in cerca di ascolto.

Persone separate che pur nella sofferenza sono rimaste fedeli al matrimonio, altre che si sono rimesse in gioco e tentato di ricostruirsi attraverso nuovi rapporti.

ImageSono tanti i volti incontrati, tante le storie di dolore e di solitudine, profonde le ferite!
Mi sono posta delle domande: Perché queste persone sentono il bisogno di consegnarmi le loro ferite? Cosa posso fare per rispondere alle domande che si portano dentro?

La spinta giusta mi è arrivata quando ho incontrato Rosa. Mentre parlava sentivo che in lei c’era molto di più che una semplice richiesta di ascolto, c’era l’esigenza di fare qualcosa che potesse aiutare lei e altri, che come lei portano il peso del fallimento, a vivere con dignità l’esperienza della separazione.

Cercava un cammino che la illuminasse e desse senso a quel “non senso” dentro cui si era improvvisamente ritrovata.
Implicitamente vi era in Rosa una richiesta di aiuto perché venissero guarite le sue ed altrui ferite.

Percepivo che il carisma di guarigione di Madre Francesca la stava già sanando, perciò incoraggiata da questo la invitai ad andare a parlare con il Vescovo.

Iniziò da qui un percorso di confronto e poi di discernimento sulla possibilità di dare vita, in diocesi, ad un cammino specifico che potesse accogliere la richiesta di supporto spirituale delle persone che vivono l’esperienza della separazione e della convivenza.

ImageGli incontri mensili sono programmati all’insegna della preghiera, dell’ascolto della Parola e della condivisione; prevedono delle tematiche evangeliche che possano illuminare il vissuto doloroso e hanno come obiettivo quello di restituire, a chi si sente isolato o emarginato,

il calore di un’amicizia e la possibilità di continuare a sentirsi ancora famiglia dentro una famiglia più grande: la Chiesa, figli dello stesso Padre e fratelli dello stesso Cristo.

La cosa che maggiormente mi colpisce è vedere l’incontro di gruppo come uno strumento privilegiato che permette alle persone di consegnarsi totalmente ed iniziare ad aprirsi alla speranza.

Sempre più comprendo come, questi fratelli e sorelle feriti, compongono oggi e rivelano alla Chiesa, il mistero pasquale di morte e risurrezione.
Sr. Vincenzina, sfp


Se lo desideri puoi leggere anche l'esperienza di Rosa , che partecipa al gruppo diocesano di Assisi. 

 
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