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Comunicare è dare una parte di sé ed è con questo spirito di familiare accoglienza che siamo stati abbracciati dalle nostre care suore sin dal nostro arrivo a Vermicino, dove ci siamo ritrovati per l’incontro nazionale delle coppie.
Fin da subito ci siamo sentiti in curiosa apertura e condivisione con le tante coppie giunte da Lazio, Campania, Toscana, Umbria e Veneto: suor Anna, a nome delle suore, ci ha accolto così: “condividere con voi la vita rende più ricca la nostra!” Il tema dell’anno era” Educarsi per educare: la famiglia in comunicazione con i media”. Abbiamo avuto momenti di confronto aperto e una riflessione articolata nei due interventi di don Nello e sr Giannica, che ci hanno aiutato ad affrontare diffidenze e paure e a riconfermarci nella volontà di … esserci; la edu-comunicazione è questa: stare accanto condividere, parlare, formarsi insieme ai nostri figli. L’epoca dei massmedia è caratterizzata dalla possibilità di replicare i contenuti, diffondendoli simultaneamente, mentre l’affermazione dei valori chiede impegno, fatica, tempo… Ed è in questo che i genitori possono giocare un ruolo decisivo: se i media vengono spacciati per “generatori di cultura” come coppia e come genitori siamo chiamati ad essere partecipi in modo creativo e costruttivo nel percorso dell’educazione che coinvolge inevitabilmente anche noi. La caratteristica nuova è proprio questa: non siamo più semplicemente coinvolti nel trasmettere e tramandare ciò che abbiamo imparato, perché i nostri figli, nati nell’era digitale, almeno in termini tecnici ne sanno già moto più di noi! Sono in atto dei cambiamenti enormi rispetto a cui non è possibile tirarsi indietro. Quindi siamo chiamati a metterci in gioco, a imparare dalle giovani generazioni, a guardare il mondo dalla loro prospettiva, a lasciarci anche guidare nel conoscere approcci comunicativi e di apprendimento nuovi perché come ci ha ricordato don Nello con le parole di Pablo Neruda “…lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine...chi fa della televisione il suo guru…” E poi ancora che il termine stesso “comunicare” (cum-munus, in latino) ci suggerisce che comunicazione è “condividere il dono”. La condivisione forma la personalità e struttura l’identità nella comunicazione multimediale; il rischio è che se pur intensa rimanga superficiale: il ruolo dei genitori è proprio quello di aiutare a rimanere collegati alle relazioni interpersonali con tutti i “rischi” di delusione e coinvolgimento che comportano, ma anche con tutta la profondità e bellezza di una rapporto duraturo che necessita di costanza e pazienza, cure, attenzione e tempo. Il dono più prezioso che abbiamo ricevuto da questo incontro è proprio questo: tempo sereno e rilassato, per ritrovarsi come famiglie come coppie che condividono valori ed esperienze, con l’opportunità di parlare in serenità, profondità e trasparenza. Ci sentiamo grati per l’accoglienza e il clima di amicizia e condivisione che ci fate respirare! 
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