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L’orticello di Roma Di solito, coltiviamo un nostro speciale orticello nel giorno di mercoledì, proprio dentro il soggiorno della casa delle Suore Francescane dei Poveri a Roma dove l’ortolana sr. Consolata, con zappa, falce, sorriso ed accoglienza, apre il cancello ai volenterosi lavoratori. Vi chiederete – e sarebbe davvero strano se non ve lo chiedeste – cosa si può mai coltivare in un soggiorno di una casa situata al centro di Roma …
Ma sì, si può coltivare un po’ di amicizia, una buona capacità di ascolto, una crescente laboriosità, un minimo di creatività, molta pazienza, piantine di serenità, riuscendo ad ottenere (concimando, innaffiando, potando ora qua ora là, insomma prendendosi cura un po’ di tutto) dei meravigliosi frutti di fratellanza, di collaborazione, ma soprattutto di scoperta – pian piano nel tempo – della silenziosa forza del Vangelo sieme i nostri talenti e a far fiorire così oggetti di tutti i tipi: lo immaginereste voi che dalla pazienza e dalla perseveranza dei rapporti possono nascere (come infatti nascono) vasi, vassoi, porcellini, orsacchiotti, coccinelle, maglioncini, lenzuolini, bavaglini, portapentole, presepi ed è meglio fermarsi qui, realizzati con amore da tante diverse mani, le nostre mani.
Volenterosi e speranzosi contadini raccolgono periodicamente e conservano in speciali serre, fino al momento in cui tutti i piccoli oggetti nati nell’orticello finiscono all’interno di un gazebo, in una piazza o in un mercato (speciale mercato, ma mercato in tutti i sensi), con l’obiettivo di … vendere direte Voi, ma – invece – no: per cercare ancora di cogliere altri frutti di amicizia, simpatia, solidarietà, permettendoci a tal punto di allargare gli orizzonti, che si arriva con facilità fino in Sénégal, scoprendo lì altri fratelli da affiancare, per camminare insieme, “nei campi”, aiutandosi reciprocamente.
Al termine delle giornate dei nostri “Mercatini”, ci troviamo sempre di fronte al grande mistero della “Provvidenza”, che fino ad ora non ci ha mai abbandonato, sia nella coltivazione sia nella raccolta, perché gli incassi delle vendite risultano sempre superiori alle aspettative, permettendoci così di alimentare altri piccoli orticelli, nelle varie realtà delle Suore in Sénégal.
L’orticello di Vermicino Da un’altra parte, nei pressi di Roma, precisamente a Vermicino, esiste una tenuta agricola, dove accanto a uva pregiata, ortaggi biologici, fiori rari, si coltiva un giardino di rapporti umani.
In questo giardino, qualche ettaro di terra è riservato alle famiglieche vogliono coltivare insieme il loro cammino con i semi dell’amore, della reciprocità, dell’accoglienza e del Vangelo.
Le coltivazioni sono varie, anche perché bisogna seminare sia per gli adulti che per i bambini che, in fatto di verdure, si sa, sono molto esigenti. In questo anno, al seguito della contadina Sr. Giannica, i contadini associati e gli altri contadini, tutti in coppia, ci siamo dedicati a coltivare la conoscenza reciproca, sia all’interno della coppia che con le altre coppie, per assaporare meglio la dolcezza dell’amicizia. Più in particolare, abbiamo cercato di approfondire l’accoglienza degli altri nei vari aspetti della vita: dinamiche di relazione, accoglienza della diversità, maternità e paternità adottiva, aspetti comunicativi, perdono come frutto dell’accoglienza. E, dulcis in fundo, due giorni di coltivazione intensiva, a marzo, con tante famiglie per “Seminare la speranza”.
L’unione delle forze Ma un orto parla? Ebbene sì, un orto parla con un altro orto! Gli orti si possono parlare tra loro e possono concordare di produrre insieme. Infatti, un giorno è arrivata la telefonata dell’orto di Vermicino che chiedeva al nostro orto di collaborare. “E’ possibile produrre qualcosa di bello e significativo da offrire alla “sagra delle coppie”?” E’ nata subito la scommessa di una possibile reale comunicazione (che ci serve realmente?) e di una successiva collaborazione (che può l’uno fare per l’altro?): insomma.
Si provò ciascuno a mettere a disposizione dell’altro i suoi propri frutti: mele con lattughe, fichidindia con piante grasse, esperienze di famiglie con esperienze di altre famiglie. Che cosa ne è venuto fuori? Prima l’idea, poi la elaborazione per gradi, poi la realizzazione di questo piccolo oggetto.
“Oggetto”, povero e ricco nello stesso tempo, rappresentante – pensate un po’! - addirittura un prato, su cui spunta un arcobaleno, dove volano due uccellini, il tutto illuminato dalla possibile luce di una candela. Il prato: la natura in cui viviamo e che, come opera di Dio, dobbiamo amare e rispettare. L’arcobaleno: perché dietro ogni nube c’è sempre un arcobaleno, su cui volano due uccelli insieme, augurio per tutte le coppie di riuscire sempre a volare insieme nella vita. Il tutto illuminato da quella luce, che può essere accesa oppure no (è un problema di scelta da fare!) che è il Cristo.
Questo piccolo oggetto è stato progettato ed eseguito dal laboratorio S.O.L.E per l’incontro delle coppie, per essere donato come ricordo di quel momento vissuto insieme. Le coppie, come segno di gratitudine, hanno voluto contribuire al progetto legato a questo prodotto della terra (è di terra cotta!), per il sovvenzionamento della scuola e del convitto di Koungheul.
Che gioia ricevere quel frutto nato dall’amore di alcune persone che, nel lavorare insieme, traggono vitalità, creatività e spiritualità. La loro esperienza ha portato al nostro orto i segni indispensabili per seminare la speranza nel mondo.
La luce perché ci alimentiamo dall’unica vera Luce che è Gesù e il suo Vangelo; l’arcobaleno perché con la pace si consolida l’alleanza tra Dio e gli uomini; i fili d’erba perché solo seminando il bene possiamo sperare in un mondo nuovo; gli uccelli in volo perché ci invitano a volare in alto fidandoci di Lui.
Dietro questo piccolo oggetto, quanti semi e quanti frutti. Il messaggio che quindi desideriamo comunicarvi, perché sperimentato da noi, è che è bello scoprire i frutti degli altri, ma ancora più bello è metterli insieme e verificare la forza che può scaturire dall’unione delle realtà che vivono lo stesso carisma, quello di riuscire a sentirsi, nella nostra povera umanità, tutti fratelli pronti ad aiutarsi, gli uni con gli altri.
Seme di speranza: queste esperienze ci auguriamo che si possano ripetere sempre più arricchenti, numerose, con realtà diverse. Associati sfp - zona di Roma |