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Nostra sorella acqua
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INTRODUZIONE:

L’acqua è essenziale per sostenere la Terra e i suoi abitanti.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2003 Anno Internazionale dell’Acqua dolce, per richiamare l’attenzione del mondo sulla crisi che minaccia una preziosissima risorsa, l’acqua.

Crisi dell’acqua: di che si tratta? Alcuni diranno che è questione di scarsità di fronte all’aumento della popolazione. Altri diranno che è in gioco la distribuzione, lo spreco, e la mancanza di considerazione per l’acqua in una società materialistica e consumistica. Altri ancora diranno che si tratta della privatizzazione dei servizi di distribuzione e di proprietà dell’acqua - con il 95% di tali attività controllate ancora dal servizio pubblico.

Ogni cittadino ha un diritto naturale all’acqua, così come alla salute e all’educazione. L’accesso a tali beni primari non è facoltativo, è un Diritto Umano.

Questo diritto, però, non è stato ancora formalmente riconosciuto dalla comunità internazionale, malgrado lunghe discussioni e negoziati nei tre incontri per l’Acqua nel Mondo, “World Water Forum” del 1996, 2000 e 2003, una Conferenza Internazionale sull’Acqua Dolce nel 2001 e altre discussioni alle Nazioni Unite. Dal “Forum per l’Acqua nel Mondo” di Kyoto - Marzo 2003, o ancora dal Summit del G8 ad Evian (1-3 giugno 2003) – sette tra i leaders del G8 erano rappresentanti di nazioni cristiane – in quel “Piano di Azione per l’Acqua” non è affiorato nessun consenso sul tema. Proprio a Kyoto, il Vaticano ha reiterato ed elaborato il suo fermo sostegno per il diritto all’acqua. Alcuni passaggi del testo Vaticano verranno presentati successivamente in questo opuscolo.

La gente non ha alternative all’acqua, neppure quando l’aumento del costo ne minaccia la possibilità di accesso. Perciò, questi beni non possono essere lasciati alle forze del mercato. “Per sua natura, l’acqua non può essere trattata come un semplice prodotto fra tanti altri. Il pensiero sociale cattolico ha sempre sostenuto che la difesa e la preservazione di certi beni comuni, come l’ambiente umano e naturale, non possono essere salvaguardati puramente dalle forze del mercato, poiché interessano i bisogni umani fondamentali che sfuggono alla logica del mercato”. (cf. Centesimus Annus, 40).

Seguendo il metodo “vedere, giudicare e agire”, questo fascicolo vuol darvi un’informazione chiara sui problemi relativi all’acqua. È il secondo fascicolo di una serie di temi ambientali, raccolti da un gruppo di promotori di JPIC Internazionale che hanno sede in Roma.

Il fine che ci proponiamo è di incoraggiare uno stile di vita sostenibile nelle comunità religiose. Il primo fascicolo era dedicato al Cambiamento Climatico e Riscaldamento Globale (www.ofm-jpic.org/globalwarming). C’è già abbondanza d’informazioni disponibili sull’acqua, per cui non ci proponiamo di presentare un esposto completo su tutti gli aspetti del tema. I segni dei tempi ci chiedono una conversione ambientale. Speriamo che questo fascicolo aiuti a fare un passo in quella direzione.

Come interrogativo centrale potremmo chiederci perché dobbiamo essere particolarmente impegnati in questo ed altri temi sulla Giustizia Sociale e Ambientale. L’Acqua è un elemento essenziale, non solo per i prodotti agricoli e per l’allevamento, bensì per la stessa sopravvivenza della popolazione. La scarsità d’acqua è diffusa ovunque. In molte aree rurali si constata l’abbassamento delle falde freatiche, i pozzi sono contaminati e la quantità d’acqua disponibile sta diminuendo o estinguendosi rapidamente. Le pretese concorrenziali sulle risorse d’acqua, per irrigazione, industria e consumo domestico urbano, spesso favoriscono il più potente lasciando assetato il più debole. L’inazione da parte nostra avrà conseguenze profonde per la vita in tutte le sue forme, specialmente per i vulnerabili della nostra Madre Terra.

Alcuni fatti in rapporto all'Acqua... 

Il poeta Samuel Taylor Coleridge in “Rhyme of the Ancient Mariner” dice: “Acqua, acqua in ogni luogo e nemmeno una goccia da bere”. Perché mai dobbiamo diventare competenti in acqua? L’acqua dolce è sempre più scarsa oggi - il Rapporto delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Mondiale dell’Acqua ha predetto che “per la metà di questo secolo, 7 miliardi di persone in 60 paesi avranno scarsità di acqua nel peggiore dei casi, o, nel migliore 2 miliardi in 48 paesi.”

Riflettiamo su questi fatti: 

1. Circa il 98% dell’acqua sul pianeta Terra è acqua salata, inadatta al consumo umano. Meno dell’1% di tutta l’acqua dolce è disponibile per il nostro impiego; la maggioranza di quest’acqua è imprigionata nelle nevi polari e nel ghiaccio! (2). In altre parole: per ogni 100 litri d’acqua meno di mezzo cucchiaino è acqua disponibile per l’uso umano.
2. Il consumo globale d’acqua è quasi decuplicato dal 1900. La popolazione mondiale potrebbe aumentare del 45% nei prossimi trent’anni, mentre il consumo d’acqua si prevede che possa aumentare del 10%.
3. Secondo stime recenti, il cambiamento climatico sarebbe responsabile per il 20% della diminuzione globale dell’acqua (3).
4. Altri fattori che contribuiscono alla penuria d’acqua sono: a) la degradazione dei bacini acquiferi: falde freatiche, fiumi, paludi, baie. b) ineguaglianza di distribuzione. c) conflitti tra Stati confinanti (?). d) privatizzazioni.
5. Secondo il rapporto sullo Sviluppo Umano delle Nazioni Unite - 1998 - tre quinti dei 4,4 miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo manca di infrastrutture igieniche e quasi un terzo non ha accesso all’acqua potabile.
6. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel Progetto di Sviluppo del Millennio, 2000, è giunta all’accordo, per il 2015, di ridurre della metà il numero di persone senza accesso all’acqua potabile(allora 1 miliardo e 200 milioni). Un obiettivo simile, sempre per il 2015, riguardava le infrastrutture igieniche (di cui mancano, secondo le stime, 2 miliardi e 400 milioni di persone), ed è stato accettato in seguito dal Summit Mondiale per uno Sviluppo Sostenibile, 2002.
7. Il consumo globale dell’acqua può essere così suddiviso: agricoltura 70%, industria 22% e uso domestico 8% (4)
8. Consumi d’acqua nascosti : Media d’Acqua (in litri) necessaria per produrre un chilo di: patate (1000), granoturco (1400), riso (3400), carne di pollo (4600), carne di bue (42500) (5).
9. Più della metà dei più grandi fiumi del mondo vengono pericolosamente sfruttati e inquinati, e nel 1998, 25 milioni di persone hanno dovuto lasciare le loro case per la contaminazione e lo svuotamento di fiumi, un numero che ha superato, per la prima volta, quello dei rifugiati per cause di guerra.(6)
10. L’Organizzazione ONU per l’Alimentazione e l’Agricoltura ha calcolato che 100 turisti in 55 giorni consumano la stessa quantità d’acqua che permetterebbe di coltivare riso per nutrire 100 abitanti del villaggio durante 15 anni. (7)
11. Febbri tifoidee, malaria, dengue, colera e altre malattie connesse con l’acqua causano circa 5 milioni di morti all’anno. Ciò significa che ogni minuto, in qualche parte del mondo 10 persone, di solito bambini, muoiono di morte prematura.(8)
12. Confronto sul consumo d’acqua al giorno: Gambia (4.5litri), Mali (8.0), USA (500), Inghilterra (200). Il bisogno di base raccomandato per ogni persona è di 50 litri, ma si può anche scendere fino a 30 litri. (9)
13. Sicurezza Acqua e Nutrimento: Nel suo messaggio per la Giornata della Pace 2002, (10) Il Papa Giovanni Paolo II ha dichiarato che “l’acqua è un fattore di base per la sicurezza alimentare”. Un rapporto dell’Istituto di Ricerche per una Politica Internazionale dell’Alimentazione (IFPRI) (11), usando un sofisticato complesso di computer, ha proiettato per il 2025 una scarsità d’acqua che causerà una perdita annuale globale di 350 milioni metrici in tonnellate di alimenti potenziali - un po’ più dell’intera produzione corrente di grano degli USA. In altre parole, è già evidente che uno dei fattori principali che limiteranno la produzione di alimenti sarà l’acqua.
14. Nel mondo sviluppato ci vogliono circa 15,000 litri d’acqua all’anno per rimuovere i residui umani di ogni persona (35 chili di escrementi e 500 litri di urine). (12)

Acqua in bottiglia: 

15. “Circa il 25% dell’acqua imbottigliata è semplice acqua di rubinetto e, secondo dei test fatti negli USA dal Consiglio per la Difesa delle Risorse Naturali (NRDC), si violava, almeno in un esempio, lo standard di legge o non si teneva conto delle regole di purità microbiologica” (13).
16. L’industria dell’acqua in bottiglia trae il suo profitto da questa risorsa comune alle spese ambientali. Il pompaggio può seccare le sorgenti, distruggere l’abitato, devastare l’ecosistema e svuotare i bacini acquiferi. I plastici costituiscono oggi il settore a più alta crescita nel campo dei rifiuti e attualmente ammontano a più del 25% del volume di materiali inviati nelle discariche ogni anno (14).
17. Il gruppo Perrier, di proprietà della Nestlé, è il doppio rispetto alla seconda grande società per l’acqua in bottiglia. Nestlè possiede circa il 30% dell’acqua imbottigliata sul mercato. Danone controlla il 15% del mercato, con Pepsi e Coca-Cola che lo seguono. L’industria dell’acqua in bottiglia attualmente è del valore di 22 miliardi di dollari e alcuni esperti prevedono una crescita potenziale annua del 30%.

PRIVATIZZAZIONE DELL'ACQUA

"Un tema importante" - L'acqua e le multinazionali 

I pronostici dicono che per l’anno 2025 i due terzi della popolazione mondiale non avrà accesso a sufficiente acqua potabile. Molte società multinazionali guardano a questa “crisi” dell’umanità come a una opportunità economica. La rivista Fortuna, maggio 2000, dichiarava: “L’acqua potrà essere nel 21° secolo ciò che è stato il petrolio nel 20° secolo: il prodotto prezioso che determina la ricchezza delle nazioni.” Solo che, diversamente dal petrolio, l’acqua non ha sostituti!

La maggior parte della gente non pensa all’acqua come a un prodotto da comprare e vendere. L’acqua è sempre stata considerata come un “patrimonio pubblico” perché l’acqua è essenziale, non solo alla vita umana, ma anche per la vita degli animali e delle piante e per la vita dello stesso pianeta. I servizi sull’acqua, perciò, erano sotto la responsabilità di strutture pubbliche, in genere municipali.

Con l’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) (16) e il suo Accordo Generale sul Commercio dei Servizi (GATS), (17), i servizi sull’acqua cadono sotto una nuova serie di regole. Queste regole danno la possibilità alle compagnie multinazionali di “comprare e vendere” i diritti dell’acqua nel Paese di loro scelta. Riflettiamo su questi esempi:

- L'Alaska Water Exports a un certo momento ha avuto la proposta di trainare ghiacciai dall’Alaska all’Arabia Saudita;
- La multinazionale svizzera, Nestle Corporation, proprietaria di 68 società di acqua imbottigliata, pompa l’acqua dal lago Michigan negli Stati Uniti con un profitto di circa 1 milione e 800 mila dollari al giorno. Il 65% dell’acqua viene trasportato e venduto in altri luoghi per mezzo di autobotti.
- Nel 1998, una Compagnia Canadese ha ricevuto il permesso di ritirare dal Lago Superiore 624 milioni di litri d’acqua ogni anno e di venderli in Asia. Alla fine la proposta fu rigettata come scandalo politico pubblico (18).

La prima grande Guerra dell’acqua del 21° secolo avvenne in Bolivia, quando la Banca Mondiale rifiutò di rinnovare un prestito di 25 milioni di $ USA se i servizi sull’acqua non venivano privatizzati. Dopo che il servizio pubblico dell’acqua della città di Cochabamba fu venduto alla Bechtel, una grossa società USA, il costo dell’acqua venne immediatamente aumentato. Il popolo di Cochabamba protestò, con dimostrazioni di massa durante diversi giorni che alla fine portarono a uno sciopero generale. Questo ridusse a terra l’economia della città e Bechtel fu forzata a lasciare il paese. Mentre stiamo scrivendo questo, Bechtel sta intentando una causa contro il governo della Bolivia per 25 milioni di $ USA in una “corte segreta” della OMC!

La Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale (FMI), in molti casi, fanno nuovi prestiti sotto condizione di privatizzare l’acqua e altri servizi. “Una pubblicazione casuale dei prestiti del FMI in 40 Paesi durante il 2000 rivelava che in 12 Paesi le condizioni di prestito imponevano la privatizzazione dell’acqua. In generale sono Paesi Africani, i più piccoli, i più impoveriti e oppressi dai debiti che sperimentano simili condizioni. Più di 5 milioni di persone muoiono ogni anno in Africa per difficoltà di accesso all’acqua. (19)
Recentemente, un articolo del quotidiano Dutch Financial Daily dichiarava che “l’Unione Europea fa pressione su paesi in via di sviluppo perché cedano i loro impianti idrici a Compagnie Europee”. L’articolo dà indicazioni su quali settori, in altri paesi OMC, l’Unione Europea vuole l’accesso ai mercati, entro le strutture del GATS e dei prossimi importanti negoziati del cosiddetto Doha Round della OMC. Società europee per l’acqua potabile quali Suez (20), Vivendi, e Thames Water hanno interesse nello smantellare gli impianti pubblici d’acqua potabile nel mondo in via di sviluppo. (21)
Ciò che sta succedendo è che sotto l’Organizzazione Mondiale del Commercio, accordi legalizzati garantiscono il flusso libero e disordinato di beni, servizi e capitali attraverso i confini nazionali. I Governi stanno vendendo il loro controllo sugli impianti d’acqua domestici o per diminuire il debito, o su promesse di accesso al mercato o per aiuti dall’estero. I cittadini sono allora obbligati ad acquistare l’acqua ad alto costo.
Poiché queste istituzioni (OMC, FMI) prendono decisioni sempre più numerose nel campo economico e sociale facendo le funzioni dello Stato nazionale, c’è da chiedersi dov’è che la società può mettere un limite tra beni e servizi che devono essere protetti perché giudicati essenziali alla vita, essenziali per l’uomo, per la donna, per il bambino per vivere una vita dignitosa, contro l’imperativo del mercato di massimizzare il profitto?

Interrogativi per la sezione "vedere" 

1. Quali di questi dati sull’acqua, ti provocano/disturbano di più, e perché?
2. Quali interessano maggiormente la tua zona e il tuo paese?
3. Quali ti danno più speranza, e perché?
4. Quale contributo date, voi e la vostra comunità, al “problema dell’acqua”?
5. Che ne pensate del controllo delle imprese private sulle riserve d’acqua ? Condivisione



 
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