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Un messaggio d'amore per l'albero Stampa E-mail

Piantare qualche albero? ...e perché no?


… l’albero rappresenta, fin dai tempi più antichi, il simbolo e l’espressione della vita, dell’equilibrio e della saggezza.
L’albero del paradiso terrestre era la fonte della conoscenza del bene e del male; spesso nell’antichità, colossali patriarchi arborei millenari furono venerati come sacri; e i tronchi diritti e giganteschi della foresta formarono le colonne del primi templi, in cui l’uomo esprimeva la sua stupefatta religiosità di fronte alla grandezza della natura e del cosmo.

Ogni albero e la dimora segreta di mille creature appariscenti o sconosciute, sorprendenti o sfuggenti, in quella rete fittissima di rapporti che forma le fondamenta e la vitalità stessa dell’equilibrio ecologico.

Ogni albero sprigiona colori inarrivabili, suoni indecifrabili e profumi sconosciuti in ogni ora del giorno e della notte e nelle varie stagioni. Ed anche dopo la morte, i rami caduti, i tronchi in disfacimento e i ceppi marcescenti offrono asilo e nutrimento alla più varia, ricca e preziosa comunità vivente. La natura rinasce senza fine, rinnovandosi continuamente; sempre di versa, eppure sempre uguale a se stessa.

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Ogni albero racchiude una storia, un mistero, una memoria del passato. E offre ispirazione e creatività a quanti sappiano guardarlo con occhio giovane, libero e aperto.
E il prodigio dell’albero si riflette nella stessa mente e nel cuore dell’uomo. «Ogni giorno quell’albero mi da pensieri di gioia» cantava un antico poeta cinese. Mentre uno dei santi Padri della chiesa ammoniva: «Troverai più nei boschi che nei libri». Due messaggi forse lontani dalla nostra frenetica vita di tutti i giorni, ma su cui varrebbe la pena di riflettere un attimo. Un albero ha dato moltissimo all’umanità, nel corso della sua lunga storia: forse e giunto il tempo di contraccambiarlo con affetto e generosità. Come fece nella sua pacifica vita l’indimenticabile Elzéard Bouffier, l’uomo che piantava gli alberi.
«Qualsiasi stupido è capace di distruggere gli alberi» scriveva nel secolo scorso John Muir, pioniere americano della conservazione della natura. Ancora troppo pochi hanno invece il cuore, l’intelligenza e la dedizione necessarie per salvarli, custodirli e piantarli. Ma e ancora possibile un ritorno alla cultura, all’amore, alla fede dell’albero e della foresta: con la forza, la verità e l’ispirazione che solo la natura può dare.


di Franco Tassi
Direttore e Sovrintendente dell’Ente Autonomo Parco Nazionale d’Abruzzo e Centro Parchi
tratto da: Jean Giono, L'uomo che piantava gli alberi, Salani, 2003.
 
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