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Signore, il povero sei tu PDF Stampa E-mail

Il povero sei tu, tu non hai mezzi,
la pietra sei che non ha luogo,
il lebbroso cacciato,
davanti alla città, coi campanacci.


Perché nulla è tuo,
come accade del vento,
e la gloria non copre le tue nudità;
il piccolo abito
che l’orfano indossa ogni giorno,
è più splendido, vera proprietà.


Povero sei come la forza di un germe
Nella ragazza che lo celerebbe,
e i fianchi si comprime, a soffocare
il primo fiato della propria gravidanza.

Negli asili notturni, quei poveri,
cosa sono al confronto di te,
del tuo bisogno?
Pietruzze solamente,
non pietre da mulino:
eppure macinano un po’ di pane.


Degli indigenti, sei, però, il più arcano,
il mendico dal volto nascosto;
la grande rosa della povertà,
l’eterna metamorfosi
dell’oro nella luce del sole.

R. M. Rilke

 
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