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Dal 17 al 21 Giugno gli adolescenti della parrocchia di San Benedetto di Pistoia, accompagnati dalle loro animatrici, Sara e Francesca, sono stati ospiti ad Assisi, a casa Sant’Elisabetta. Insieme con sr. Vera hanno ripercorso i luoghi di Francesco. Questa esperienza ha arricchito la loro vita facendo loro scoprire quanto ancora un giovane del 1200 ha da dire ai ragazzi del nostro tempo. Loro stessi ci raccontano.
Amore, divertimento, riflessione: tre cose che hanno caratterizzato questi giorni passati insieme. Tutto ciò che ci accade è per merito di Dio. Egli ha un preciso progetto per ognuno di noi e spesso ci lancia delle indicazioni perché noi le realizziamo; ma a volte non le percepiamo o facciamo finta di non accorgercene. E’ stato tutto positivo: il gruppo di malati incontrato alla chiesa di Santa Chiara e a quella di Santa Maria degli Angeli, l’anziana signora pugliese aiutata dai ragazzi e anche il nervoso signore incontrato sull’autobus, tutte queste esperienze ci hanno mostrato “mondi”, “modi di vita” diversi dai nostri: spesso non si è contenti della propria vita, ma bisogna esserlo lo stesso perché ci sono persone veramente meno fortunate. E’ un peccato che si debba partire, ma almeno torniamo a casa più ricchi: questa esperienza mi ha aiutata a crescere e mi ha resa forse anche più riflessiva. Spero che ne faremo altre come questa, in fondo non si smette mai d’imparare. E. Sono partita (anche se con un po’ di difficoltà) con l’idea di staccare, di dimenticare, per questi cinque giorni, il mondo che fa parte del mio quotidiano per riflettere e ritrovare me stessa. Credo che l’anno trascorso sia stato molto difficile, pieno di decisioni spiacevoli, di conflitti, e di dispiaceri. Ecco, in questi giorni, ho avuto la fortuna di riflettere, confrontarmi e divertirmi con persone stupende che mi capiscono e che mi fanno sentire qualcuno. La lettura della vita e l’ascolto dell’esperienze di San Francesco mi hanno arricchita, mi hanno purificata, mi hanno resa libera e serena, stupita, dapprima, e poi complice della sua missione altruista e piena d’amore. Ringrazio per l’amore che ho ricevuto e il dono dell’aver conosciuto a fondo e aver riflettuto sulla storia di San Francesco d’Assisi. C.
Ringrazio il Signore e San Francesco per averci fatto stare bene qui; grazie a Sara, Francesca e le suore per averci ospitato e anche ai miei amici che non mi hanno lasciato solo. Abbiamo imparato ad amarci e volerci bene, e a rafforzare il legame tra noi. G. Questi giorni sono stati i più importanti che ho vissuto quest’anno. Grazie a questi momenti sono riuscito ad avvicinarmi maggiormente a Dio e in particolare a San Francesco, grazie anche alla visita dei luoghi in cui ha vissuto la sua giovane età, prima della conversione e i luoghi dove lui ha pregato. Il posto che mi è rimasto più nel cuore è stata la chiesa di San Damiano, dove Gesù Crocifisso disse a san Francesco di “riparare la sua casa”. Queste giornate che Dio ci ha donato sono state piene di gioia smisurata, grazie anche ai miei amici che sono sempre gioiosi e disponibili. I. In questi giorni trascorsi ad Assisi sento di essere cresciuto molto. Ho imparato l’importanza della vera condivisione dei pensieri, delle emozioni, e della gioia dello stare insieme. Ho appreso l’ importanza dell’amore di Dio, la “colla” che ci tiene tutti uniti, e ho imparato a non tenerlo tutto per me, permettendo piuttosto agli altri di beneficiarne. Ho capito che la vita è il dono più grande di Dio e deve essere vissuta più proficuamente possibile, visto che poi si rivela molto più breve di quanto non sembri all’inizio. La cosa più importante, però, è che sento di non dubitare e sono sicuro che Dio esista, come in cielo, anche sulla terra in ogni singolo essere umano. Questo mi ha fatto capire la vera importanza dell’altruismo. S.
Quando siamo arrivati, siamo stati accolti in modo fraterno. Questi giorni sono stati momenti bellissimi, in cui siamo stati tutti insieme, parlando, imparando, scherzando, senza preoccuparci di quello che pensavano gli altri di noi, e senza avere la paura di essere criticati ed emarginati. Anche i momenti più semplici mi sono apparsi belli, speciali, unici. Abbiamo “conosciuto” San Francesco e abbiamo capito che tutto è dato da Dio, che bisogna ascoltarlo ed amarlo ed ascoltare e amare gli altri. Abbiamo imparato a prenderci cura degli altri e di noi stessi. Spero che queste occasioni capitino ancora, e siano sempre così allegre, spensierate e soprattutto speciali.
Adesso che abbiamo fatto la scorta di gioia, allegria e amore siamo pronti per darla a chi ne ha più bisogno. Chi dà riceve sempre qualcosa in cambio; anche se è una piccola cosa come un sorriso, poi questa piccola cosa diventerà enorme dentro di te. Per questo ringrazio tutti coloro che mi stanno vicino e sono sempre pronti a darmi una mano. Grazie! A. |