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Liberi come gli uccelli del cielo
martedì 15 maggio 2007
Non è magia questa? Chi non vorrebbe esserlo?

Il primo anno di centro giovanile ero sbalordita: “Tutto avevano in comune”. Tutto era mio ma niente possedevo. Quante volte, con conseguente rimprovero, ho girato con solo con un biglietto dell’autobus! Era entusiasmante… E così per la macchina che ho messo a disposizione della comunità, e così per tante altre piccole cose, che libere dal mio possesso esclusivo, mi permettevano di aprire la strada ad una nuova coscienza: la mia vita non mi appartiene. Ma se non mi appartiene, a chi devo darla? E come dovrebbe essere? E il proprietario è ancora interessato a me o spetta a me doverlo raggiungere? Forse mi sta parlando proprio in questo momento…

Ciò che mi ha dato luce è stata la Fede che passa per la fiducia e che cresce nel sapersi affidare. Un passaggio difficilissimo questo in un mondo dove le persone tradiscono se stesse e gli altri. L’unica strada che mi sembrava possibile per potermi fidare era una visione! La strada che invece mi si è aperta dinnanzi è stata questa comunità, fatta di donne consacrate a Dio, anima e corpo in alleanza fedele.

La strada che ho percorso è fatta di misericordia e perdono anche di fronte a ciò che umanamente era inaccettabile. Si, perché io reagivo. Reagivo all’amore, alla gratuità, al tempo che mi veniva dedicato. Ma soprattutto il mio cuore era incredulo di fronte a un amore che si diceva completamente disinteressato. Non ho creduto alle parole, ma non ho potuto smentire la realtà che io stessa vivevo.

Sono stata perdonata quando ho urlato; sono stata riaccolta quando ho condannato; sono stata abbracciata anche quando ero brutta... e nessuna mia lacrima è andata perduta anche se amara.

Ho fatto l’esperienza della Misericordia di Dio e sono felice perché ne ho bisogno; sono felice perché ora so che è possibile e voglio imparare anch’io a donarla.

Come avei potuto capire che i miei occhi non erano in grado di vedere tutta la realtà, se non avessi provato giorno per giorno a viverne un’altra? A quali consigli, modalità o nuovi gusti poter dire di si se non ci fosse stato nessuno a propormeli? E infine, come vivere qualcosa di completamente diverso e sconosciuto se non aiutata a vedere l’invisibile presenza di Dio?

“Io sono la via”
E’ stato un passo fondamentale passare da una preghiera fatta solo di silenzi ad una vera relazione. Per parlare con Dio dovevo parlare con chi avevo accanto e la Vita si è fatta Verità che guida.
Quanto è cambiato anche il mio rapporto con i pazienti sul lavoro. Prima non ne conoscevo i nomi, ora ho il loro numero di telefono! Una fiducia nuova che qualche mese fa mi ha spinto a fare la scelta di prendere in terapia un ragazzo disabile, che prima avevo persino il timore di salutare. Oggi vado e vengo da casa sua e sento, non solo di rendere un servizio a lui, ma di sperimentare tutta la dolcezza di un’accoglienza inaspettata. Il relazionarmi con lui distrugge tante infantili paure e mi insegna ad amare e a donarmi.

La mia guarigione pur se dolorosa è iniziata davvero !

Pensavo che per dare senso alla mia vita, sarei dovuta andare in Africa; che per Evangelizzare la mia città servisse una missione col Papa. Ora so che posso fare la catechista nella mia parrocchia e parlare a ragazzi che forse non ascolteranno, ma la mia fedeltà all’impegno gratuito, porterà il suo frutto…come? Non so, ma germoglierà: che io vegli o che dorma!
Oggi dunque prendo la forza, dal contemplare come Dio non è intervenuto un’unica volta nella mia vita, o tanto tempo fa, creandomi, ma continua ad intervenire per generarmi “figlia”. La Sua potente opera creatrice è in atto e io ne vedo il come e mi spiega pazientemente i perché. Per ciò che non capisco ancora , mi dice: “Fidati di Colui che ha fatto bene ogni cosa”… E oggi posso e voglio continuare a farlo!

Francesca
 
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