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Eccoci alla fine di questo anno sociale, che ci ha viste impegnate nell’approfondire insieme con i nostri amici il “Prendersi cura”.
Attraversando i vari volti di questa realtà, abbiamo contemplato come Dio fin dall’inizio si è preso cura di noi, ponendoci all’esistenza, creando tutto attorno a noi e per noi, e ‘comandandoci’ di custodire e di curare noi stessi, gli altri e quanto Egli ha creato, perché questo vuol dire essere a sua immagine e somiglianza. Grazie ai sr Michela che ci ha presentato la figura di Ruth, abbiamo compreso che Dio continua a prendersi cura di noi, attraverso le persone che ci mette accanto. Mentre, con Abramo alle querce di Marmre, siamo stati invitati a vivere da persone solidali: coloro che vegliano e vegliando si risvegliano dal torpore di sé per guardare l’altro, perché l’altro “porta bene” è una benedizione.
È stato bello confrontarsi e capire come realizzare questo in modo concreto, così insieme con la gente del quartiere, ci siamo impegnate a fare la raccolta differenziata e a rendere più armoniosa la piazza in cui molti ragazzi si ritrovano. Ecco alcune risonanze: “Grazie al Signore che si prende cura di noi e ci ha mandate le suore francescane dei poveri in questa comunità”.
“Grazie perché ho respirato speranza” "mi ha colpito vedere come l'ambiente ci condizioni, il vissuto, l'educazione familiare e soprattutto la televisione. Nella condivisione con persone di tutte le età, ho visto come i più anziani siano più disponibili e aperti al dialogo per loro educazione ed esperienza, ma per paure trasmesse dai media si trovano a tenere le porte chiuse, forzando se stessi e con sofferenza. Penso a me, addestrata da sempre alla diffidenza, figlia dell'individualismo contemporaneo, che l'incontro con l'altro lascia sempre impreparata e mi chiedo come posso fare, se è troppo per me lasciare la porta aperta, a montare almeno un campanello, che possa quanto meno farmi accorgere della presenza dell'ospite là fuori" Nel corso del tempo è nato il desiderio da un gruppo di signore di incontrarsi. Abbiamo pensato di mettere a disposizione i nostri locali per realizzare una mini palestra….speciale. Così, una nostra amica, istruttrice di Pilates, ci ha fatto scoprire la bellezza di ascoltare il nostro corpo e di prendercene cura, e insieme abbiamo scoperto il fascino di pregare con il nostro corpo. Coinvolgendo anche le famiglie delle cosi dette “Ginniche”, abbiamo organizzato una seratina niente male per salutarci e darci l’appuntamento a settembre con la mini palestra.
Ancora qualche parola: “ è stata un’esperienza bella, poter trovare uno spazio tutto per noi donne e poterci dedicare del tempo per ritemprarci, ascoltarci, e ascoltare Dio che abita in noi” “Vi ringrazio di questa occasione di incontro. Sono contenta di avervi conosciute, ho dato, ma ho anche ricevuto moltissimo” “quando mia moglie tornava a casa, era diversa, serena, era contentissima di quest’ora di ginnastica e preghiera, e mi trasmetteva serenità” “la cosa bella e che quando incontravo o l’una o l’altra, vedevo che erano contente, che aspettavano con ansia il sabato per incontrarsi e se qualcuna mancava si cercavano. C’era solidarietà tra loro”.
Insomma un esperienza da ripetere! |