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Durante questi ultimi due anni ho compreso con progressiva chiarezza che il cammino di discernimento intrapreso, che è già di per sé un dono, racchiudeva in se come un gioco di matriosche, un dono ancora più grande ossia quello della vita comunitaria.
La particolare esperienza di Prenoviziato vissuta in parte nella comunità di formazione ed in parte a Pistoia mi ha permesso di sperimentare condizioni un po’ particolari di vita comunitaria ma tutte “provvidenziali”.
Così mi sono ritrovata ad appartenere contemporaneamente a due comunità per scoprire pian piano di appartenere in realtà ad una sola comunità più grande e più ricca che è la famiglia delle SFP con uno stile unico e modalità di espressione molto diverse.
Ho imparato a vivere nella comunità in una dimensione di “figlia”, accogliendo e rendendo grazie per i doni e gli strumenti che mi venivano forniti per crescere e ho colto il fascino di imparare a vivere in una dimensione forse un po’ più faticosa ma sicuramente anche più bella che è quella di “sorella tra le sorelle”, quella dell’amore e della cura vicendevole.
Attratta e stupita per le tante modalità con cui il carisma prendeva forma e “costruiva” la comunità, grazie al ministero di ciascuna, ho provato a dare il mio piccolo contributo attraverso il servizio in ospedale con i fratelli malati.
Anche il semplice servizio in casa nelle quotidiane attività di cucina o di altro è stato uno strumento per imparare a fare la mia piccola parte con gioia per la costruzione del bene comune.
Cinzia
Casa Betania vuole rivivere l’esperienza di quell’altra casa dove Gesù usava recarsi come amico.
Riaffermando il punto dell’ospitalità nel progetto comunitario, non sapevamo quale “Gesù” si sarebbe presentato alla nostra porta: grande sorpresa sapere che avremo condiviso il cammino con la Prenovizia!
Era una nuova sfida, ma anche vivere la fiducia accogliendo il progetto di Dio che si manifesta nella novità.
Lungo il percorso, abbiamo colto la grazia di poter essere con Cinzia figlie di Madre Francesca offerte a Dio per l’umanità, trovandoci reciprocamente arricchite. Il desiderio di condividere la sua realtà di servizio in ospedale si traduceva in gesti concreti come aprire la casa ai suoi colleghi per la cena di saluto, sentendoci, così, partecipi e integrate in questa realtà sociale.
Con il passo di Cinzia abbiamo contemplato l’opera di Dio, che va al di là della nostra piccolezza e si serve di tutto e di tutti per realizzare il Suo progetto d’amore su ciascuno.
Le Suore di Casa Betania Come comunità di formazione, ci siamo ritrovate ad accompagnare il cammino di discernimento di Cinzia attraverso i movimenti, i tempi della distanza e della vicinanza.
Il dono è stato quello di allargare lo spazio dell’accoglienza e della partecipazione, inserendo Cinzia nel ritmo della vita ordinaria quando era in comunità.
La sfida è stata quella di considerarla un membro a tutti gli effetti ed offrire flessibilità nella programmazione e nella formazione, oltre a quello di cooperare con la comunità di Pistoia per la sua crescita integrale.
Abbiamo gioito nel vederla fiorire e mettere in atto il suo desiderio di seguire Dio, con le gioie e le fatiche che questo comporta.
Le Suore di Casa Sant’Antonio |