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mercoledì 28 maggio 2008 |
Sono Gina, di Abano, Padova. Sposa, Vedova e madre di 5 figli dei quali uno in paradiso. Conosco la spiritualità francescana da tanti anni. Essa è stata per me luce e forza in tanti momenti della mia vita personale e di famiglia. Poi, in modo casuale ho incontrato le Suore Francescane dei Poveri e con loro mi sono sentita subito a casa e in famiglia. Avere la possibilità di condividere con loro la comune “avventura” di servire e amare le persone più deboli mi è stato, ed è, di grande aiuto; è come balsamo per la mia anima e anche per il corpo.
Ho cominciato a conoscere la loro e nostra Fondatrice, Madre Francesca, donna straordinaria, nella quale mi sono ritrovata e sento che mi aiuta a camminare nella via dell’Amore a Dio e ai fratelli. Forti dell’invito del Vangelo “non fate della mia casa una spelonca di ladri”, comprendiamo che la casa del Padre Nostro è una casa di relazione, di amore, di fede, di speranza : è questo per me, è l’invito alla coerenza.
Mi sono fermata un attimo a riflettere e mi sono passate innanzi tanti momenti della mia vita, che vorrei sintetizzare in tre SI al Signore. Mi sono rivista bambina, ricordo il giorno della consegna della tessere dell’ACR., poi adolescente il primo innamorando, l’unico, mio marito. Questo è stato il mio primo “SI” al Signore. I valori trasmessi da mia madre: rispetto reciproco, l’attesa, ci hanno dato coraggio, forza e coerenza durante il fidanzamento. Ci siamo sposati giovani e per me il matrimonio è stato il secondo “SI” al Signore; l’amore di due giovani, la gioia trasparente, tutto in quel giorno abbiamo messo sull’altare e nelle sue mani.
La coerenza l’abbiamo vissuta nel dono dei nostri 5 figli accolti con amore; da genitori siamo cresciuti insieme a loro e i valori ricevuti come doni dalle nostre famiglie, noi li abbiamo regalati a loro. Tutto era per me crescita di vita, donata alla famiglia e all’amore di Dio. Lui era il centro di tutta la mia vita.
I problemi sono stati tanti e non sono mai mancati. Io non conoscevo la sofferenza e la morte, ma presto l’ho conosciuta e in famiglia. Mi è morto un bimbo di pochi giorni, è stata dura per me accettare questa perdita. Poi ho capito che è Dio che dà e Dio che toglie la vita; pure Gesù ha dato la sua vita per noi ed è Risorto per donarci la Pace del cuore.
Poi a 47 anni, e certamente, non per caso, ho conosciuto la povertà, sia quella materiale che quella umana e morale, incontrando una ragazza straniera che aveva bisogno di tutto. La coerenza alla mia fede mi ha portato ad uscire da me stessa e interessarmi agli altri. Tutto quello zaino pieno di valori, di amore, dolori e di grazia ricevuta gratuitamente ho cominciato a donarla a donne, uomini e giovani che incontravo sul mio cammino, spesso, nella più squallida povertà.
Ecco il mio terzo “SI” al Signore; divenire una persona da cui, come alla “fontana del villaggio”, tutti possano attingere e trovare ascolto e aiuto. Così un po’ alla volta ho cominciato a pensare ad un “centro” che potesse accogliere e accompagnare persone in difficoltà, in particolare le ragazze madri.
Sono trascorsi ormai dieci anni, da quando siamo passati dal pensiero alla realizzazione concreta, ed è nato nella nostra città di Abano il “CENTRO DI AIUTO ALLA VITA” Questo impegno, mio personale, in qualche modo ha coinvolto anche la mia famiglia e la comunità circostante, è stato ed è un frutto di quella coerenza alla fede in quel Dio che ama ed è vicino a chi soffre. Porto sempre dentro di me quella frase del Vangelo che dice:"Qualunque cosa fate ad uno di questi piccoli l’avete fatto a me".
Il mio incontro con la comunità delle Suore Francescane dei Poveri e la conoscenza sempre più profonda della loro e nostra Fondatrice, la Beata Madre Francesca Schervier, ha confermato il mio cammino dietro Gesù a servizio di una parte di umanità povera e sofferente. Sono felice e grata di questo immenso dono e prego che possiamo sempre più crescere come famiglia, tutti figli della stessa Madre e dello stesso Padre.
Gina |
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