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Il Kyoto fisso: I cambiamenti climatici tra arte, scienza e mistica PDF Stampa E-mail
domenica 15 novembre 2009

Come gruppo di EcoOne-Roma il 3 luglio 2009 siamo partiti alla volta di Lodi per presentare, presso la Casa Circondariale della città, un’insolita performance ideata insieme l’anno scorso.Image
“Il Kyoto fisso: I cambiamenti climatici tra arte, scienza e mistica” è stato concepito  come un incontro-dibattito di esperti della scienza, dell’antropologia, dell’arte e della comunicazione che interagiscono con un pubblico interessato alla salvaguardia del nostro pianeta e alla cooperazione con chi, a causa del clima, vive in condizioni di povertà.

L’incontro prevede un susseguirsi di brevi momenti diversi tra loro, ma complementari che mirano ad approfondire il tema relativo ai cambiamenti climatici e alla cura dell’habitat attraverso linguaggi che vanno da quello razionale della scienza a quello emozionale del teatro, delle immagini e della musica. La scaletta prevede, in sequenza ripetuta, circa 10 minuti di conferenza sul clima fatta da uno scienziato, circa 5 minuti di teatro che approfondiscono in modo graffiante le tematiche proposte, 5 minuti di ascolto di pagine di mistica lette e interpretate da attori e accompagnate da immagini. Guidato da una sapiente regia l’evento si conclude con un dibattito finale che coinvolge i partecipanti e aiuta ad allargare le prospettive esperienziali di tutti.

Il giorno dopo, nel pomeriggio, siamo andati nel carcere a preparare, insieme ai detenuti ed alle guardie di polizia giudiziaria, la scenografia e gli ambienti per accogliere le persone che sarebbero venute alle 20.00. Già da questi momenti si è creata un’atmosfera di collaborazione piacevole e piena di attenzioni che spesso non si trova fuori le mura. 
La conferenza-spettacolo rappresentava l’evento conclusivo di una seria e intensa preparazione dei detenuti sui temi Imageambientali portata avanti, all’interno del carcere per alcuni mesi dal professore di filosofia Giacomo Camuri, dalla sua assistente Giannetta, insegnante elementare, e da un gruppo di studenti. Ecco il comunicato stampa apparso lo stesso giorno su Il Cittadino, un quotidiano locale:

«Antonello Pasini, ricercatore dell’Istituto sull’Inquinamento Atmosferico del CNR, fisico teorico, specializzato in meteorologia e esperto di modellistica dei sistemi complessi e di intelligenza artificiale, un gruppo di attori, Maria Antonietta D’Erme, Giambattista e Kira Ialongo, Paola Santamaria, Luciano Tribuzi e Alessandro Lunetta, per raccontare in un incontro dibattito della situazione in cui è precipitata la terra negli ultimi centocinquant’anni per effetto dei comportamenti degli uomini spesso improntati a mancanza di rispetto e di responsabilità. Attraverso le testimonianze di grandi pensatori la lezione spettacolo vuole mostrare la complessità degli equilibri ecologici e indicare la possibilità di un rapporto diverso con l’ambiente in cui le ragioni della conoscenza possono dialogare con le ragioni della bellezza e della ricerca spirituale. La scelta delle testimonianze è stata curata da Tiziana Longhitano, docente presso la Pontificia Università Urbaniana di Roma. La regia è di Monica Callori di Vignale, regista RAI – Linea Verde orizzonti. L’iniziativa è stata promossa dalla Direzione del Carcere in collaborazione con l’Assessorato all’Ambiente della Provincia di Lodi e il Centro Regionale di Educazione Ambientale del Lodigiano che tra aprile e maggio ha partecipato alla Imagerealizzazione di uno stage con quindici detenuti e sei studentesse del Liceo delle Scienze Sociali – Istituto Sperimentale Maffeo Vegio coordinato da Giacomo Camuri e Elena Zeni. La lezione spettacolo è patrocinata dall’Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Lodi».

Giacomo e Giannetta sono due persone davvero straordinarie e, nel coinvolgere enti e istituzioni a favore della città, rivelano un carisma particolare perché riescono a lavorare con ogni situazione politica e istituzionale, creando dialogo su proposte concrete.
Durante lo stage i giovani della scuola e i carcerati avevano realizzato dei brevi cortometraggi sull’ambiente. Giacomo e Giannetta ce li hanno fatti vedere la mattina del 4 luglio ed essendoci piaciuti per la poesia e fantasia con cui erano stati realizzati, tutti d’accordo, abbiamo deciso di inserirne due nella nostra scaletta. Sembravano fatti apposta…. Così il programma è diventato di tutti, non solo nostro, e alla fine dell’incontro, nel presentare i realizzatori della serata, tra noi, dalla parte del palco, c’erano anche i 15 carcerati protagonisti dei brevi filmati: non esisteva più un noi e un loro ma eravamo “uno”, e questo ha lasciato una buona impressione in tutti, come abbiamo potuto rilevare dalle testimonianze che abbiamo raccolto dopo lo spettacolo. Image

C’era anche gente esterna al carcere venuta per l’evento e abbiamo avuto un gruppo di circa 150 spettatori attenti e interessati. Le domande finali sono state formulate soprattutto dai nostri amici detenuti, con grande sorpresa da parte della direttrice e del professor Camuri che ci avevano avvisato di non aspettarci nulla, tantomeno un dibattito perché la maggior parte di loro è rappresentata da stranieri che non conoscono bene la lingua italiana.
Alcuni particolari. Uno dei detenuti è cuoco professionista e, insieme ad altri, aveva preparato un rinfresco per tutti con torte e biscotti buonissimi fatti a mano. La direttrice, dopo lo spettacolo ci ha fatto visitare il carcere, si è sentita amata ed apprezzata per tutte le innovazioni positive che ha portato dentro quelle mura e davvero tutti sono stati gentilissimi con noi. Si respirava una grande gioia.

A fine serata erano tutti contenti e soddisfatti, non solo i carcerati, ma anche noi di EcoOne-Roma che siamo di provenienze, professioni e credi diversi: ci siamo sentiti uniti e carichi di amore dato e ricevuto.
Una considerazione va fatta. Avevamo ideato questo momento per diffondere la cultura dell’ecologia secondo lo stile che Chiara Lubich ci ha insegnato da sempre. Il momento conclusivo dell’evento infatti è stata la lettura di una sua pagina e nel breve silenzio a seguire le sue parole sono scese nell’anima di ciascuno. Perciò abbiamo avuto l’impressione che lei ci facesse il dono della sua presenza, lei era con noi in carcere, viva più che mai. Grazie Chiara!

Tiziana Longhitano
Monica Callori

 
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