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La meravigliosa avventura della vita PDF Stampa E-mail
lunedė 11 febbraio 2008

Il 12 gennaio scorso, nella Parrocchia di Monteverde, famigliari e amici si sono radunati intorno a Sr. Consolata, per festeggiare i suoi 50 anni di Vita Religiosa. Nella Celebrazione Eucaristica Sr. Consolata ha rinnovato il suo “sì” al Signore, ringraziando per la fedeltà di questi anni vissuti come Suora Francescana dei Poveri. La festa è continuata con un momento semplice di fraternità e gioia.

 “Era il 5 gennaio 1958, quando ho detto il mio primo “sì” a Dio - sembra quasi ieri – eppure sono passati 50 anni di vita vissuta al suo servizio, pur con tutti i miei limiti umani.

ImageCi sono stati momenti di grande gioia ma anche momenti di sofferenza. Non vi nascondo che in alcuni istanti ho anche pensato di fuggire, oppure di non farcela, perché sentivo lontano l'Amore di Cristo. Ma oggi posso testimoniare che sono stati proprio quei momenti che hanno rinforzato la mia scelta di vita religiosa donandomi l'energia di scoprire, giorno dopo giorno, la forza del Carisma di Madre Francesca: “Sanare le piaghe del Signore nell’umanità povera e sofferente”.

In questi “pochi” anni ho incontrato molte persone e posso dire che ognuno di noi, pur se in modo più o meno evidente, fa parte dell'umanità povera e sofferente ed è quindi bisognoso di essere sanato ed amato.

Desidero ricordare e affidare al Signore ciascuna delle persone che ho incontrato. In particolare i miei genitori che mi hanno donato la vita  e mi hanno fatto crescere non solo nell’amore e nel rispetto dell'altro, ma anche e soprattutto nella luce di Dio. Nella nostra casa la fede non solo si respirava, ma soprattutto si viveva! La semplicità e la carità erano per noi il pane quotidiano, ed è stato questo clima a far  nascere e crescere in me la forza di scegliere la vita religiosa.

ImageVorrei poi ricordare tutti i miei fratelli, ben nove, e le consorelle delle Suore Francescane dei Poveri; tutte le persone che ho avvicinato nella sofferenza attraverso la mia professione di infermiera; tutte le mamme che ho aiutato a partorire; tutti coloro che nella quotidianità ho affiancato, condividendo gioie dolori.

Devo dire ancora grazie al Signore perché in cambio di una grande sofferenza - quella di non essere potuta andare in missione in Senegal tanti anni fa - mi sta ora donando l'opportunità di lavorare proprio per quelle persone con le quali e per le quali avrei voluto vivere. Certo, in modo diverso da come avevo immaginato… attraverso i laboratori abbiamo la possibilità di coinvolgere molte persone, qui in Italia, in attività a sostegno dei progetti in Senegal. Questa esperienza mi sta offrendo l’occasione di fare l’esperienza del vivere il messaggio di Cristo al di là delle diversità, nella quotidiana scoperta che siamo davvero tutti fratelli.

La forza del mio vivere la ritrovo nella preghiera, ma soprattutto nell’Eucarestia, vero fulcro del mio credere, e che ho anche la fortuna di poter portare – nel bisogno – ai fratelli ammalati.

Grazie Signore, veramente grazie…E continuiamo ad andare avanti, tutti insieme, nella meravigliosa avventura della vita, nella consapevolezza e speranza di giungere a Lui”.

 
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