Il pellegrinaggio ad Assisi, organizzato per festeggiare il nostro giubileo d’argento, è preceduto da una lunga preparazione.
Dopo il primo benvenuto all’aeroporto, le sorelle in Casa Santa Elisabetta ci accolgono con un tempo di preghiera ed una cena deliziosa. Hanno preparato tutto perché ci sentiamo a casa!
Assisi è un luogo speciale che ci tocca profondamente.
Il nostro percorso comincia alla tomba di San Francesco, dove P. Petru, celebra la Messa in tedesco per noi. Il tema che ci ha accompagna in questo primo giorno è: Dio è capace di guarire le ferite della mia storia.
Dopo un momento di preghiera visitiamo i luoghi legati alla gioventù di S. Francesco: la Chiesa Nuova, l’oratorio di San Francesco Piccolino e San Rufino.

In seguito ripercorriamo il cammino vocazionale di San Francesco, partendo da San Damiano, luogo nel quale abbiamo contemplato “Dio che chiama”.
Nella Basilica di Santa Chiara preghiamo davanti alla croce di San Damiano e alla tomba di questa donna che, così vicina a San Francesco ha capito l’amore di Dio e l’ideale della povertà.
In serata partecipiamo alla Messa nella Cappella della Maddalena, luogo nel quale e attorno al quale San Francesco curava i lebbrosi. In quel luogo P. Guglielmo ci ha parlato delle due radici della spiritualità francescana: vivere col povero e la contemplazione.
“Leggendo il libro della croce di Cristo”: questo il tema che ci ha portato a La Verna: luogo di non molte parole, ma di preghiera.
“La Comunità, la donazione a Dio”: con questo tema abbiamo celebrato il giubileo d’argento di Sr. Maria Elisabeth.

È stato un tempo gioioso fatto di preghiera, di buoni pranzi, di canzoni fatte insieme alle sorelle di casa Santa Elisabetta.
A Rivotorto abbiamo partecipato anche alla celebrazione dei giubilei di varie coppie di sposi, era una celebrazione si adattava bene anche ai nostri giubilei.
Infine una giornata l’abbiamo trascorsa divise in due gruppi, un gruppo ha visitato la valle reatina, l’altro Monte Casale.
Per tutte noi è stata una grazia speciale andare in quei luoghi e pregare, sentendoci unite a San Francesco.
Siamo state in famiglia e, nonostante la diversità delle lingue, non abbiamo sentito alcuna differenza tra noi e la comunità di Casa Santa Elisabetta.
Siamo grate per l’ospitalità e per i tanti doni ricevuti in questi giorni.