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Da alcuni anni Sr. Vincenzina vive un cammino di condivisione con i separati, promosso e sostenuto dalla Diocesi di Assisi. Un’esperienza ricca che desidera partecipare a tutti noi raccontando il “percorso di guarigione” vissuto.
Il cammino con il gruppo di separati fedeli al matrimonio, iniziato tre anni fa, si è concluso con l'impegno di tutti a mettersi a servizio della famiglia di oggi e collaborare con l'ufficio di pastorale familiare nella formazione dei fidanzati. La verifica di giugno col vescovo Domenico e i sacerdoti che hanno collaborato con l'accoglierci nelle loro comunità parrocchiali, ci ha dato uno spaccato di quello che è successo negli ultimi tre anni nella diocesi di Assisi. Possiamo parlare della nascita di un gruppo di persone che, ferite della separazione dal coniuge, si sono ritrovate insieme per dar vita a un cammino di ascolto della Parola di Dio e confronto fra loro. La verità del percorso ha guidato ciascuno verso la guarigione del cuore e, come conseguenza immediata, verso una maggiore comunione ecclesiale. Ecco come si esprimono nella sintesi che hanno preparato per la verifica.
“Quando apprendemmo che un gruppo si sarebbe riunito per la prima volta in quella domenica di ottobre, non sappiamo bene cosa ci spinse ad accettare. Non siamo tanti per la verità, si possono intuire i motivi: non è facile esternare il proprio dolore. Così in molti pensammo: che ci facciamo qui? Restammo, del tutto ignari che la nostra esistenza avrebbe avuto una svolta. Solo più tardi comprendemmo che Gesù aveva dato ascolto al nostro grido di dolore e si era chinato sulla nostra sofferenza, curando le nostre ferite attraverso la comprensione del vescovo Domenico e la sensibilità dei suoi collaboratori. Iniziammo il percorso, guidati dall’apostolo Paolo. Lui, il tessitore di tende, con Gesù stava preparando per noi una nuova tenda dove, sentendoci a casa e ritrovando il calore di una famiglia, ci permise di riscoprire la nostra fede.
Nel secondo anno, con Pietro il pescatore che aveva lasciato le sue reti per seguire il Maestro, abbiamo dato nome alle nostre ferite e siamo rinati alla speranza, facendo nostro l’atteggiamento di Pietro: seguire Gesù superando le nostre paure.
In questo terzo anno, i discepoli di Emmaus, ci hanno consentito di superare le nostre amarezze e delusioni per andare incontro ai tanti fratelli sofferenti e con essi proseguire il cammino intrapreso, sostenuti dalla certezza che in questo procedere della vita, a volte lento, arduo e misterioso, Gesù Risorto si fa nostro compagno di viaggio per aprire i nostri occhi, ma soprattutto il nostro cuore alla carità che rende capaci di prendersi cura dei dolori dei fratelli. La perseveranza è frutto e merito solo di Dio che, con amore grande e gratuito, scruta e consola i nostri cuori spezzati e trafitti.
Oggi comprendiamo che, se siamo qui, lo dobbiamo al Padre misericordioso che ha avuto pietà di quel grido di dolore e delle tante lacrime versate nel cuore della notte e al nostro coraggio di rimetterci in gioco. Ringraziamo il nostro vescovo che ha reso possibile questa esperienza, sr. Vincenzina e l'equipe che ci ha accompagnato e sostenuto, e coloro che ci hanno accolto in questo percorso di itineranza aprendoci la porta del loro cuore. Questo primo triennio ci vede testimoni di una Chiesa viva che, unita intorno alla Parola, fa esperienza di un continuo passare dalle tenebre alla luce e dalla morte alla vita.” |