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Io sto dalla parte dei piedi di gente in errante ricerca.
Vorrei fare spazio al rumore di passi compiuti di tappe ancora lontane. E’ il cammino che conta al servizio dei piedi posso restare perché sia sol tuo il coraggio di andare.
E nel vuoto mio riecheggiare la voce di un Altro che la Sua orma ti invita a calcare.
In questa poesia scritta a Vermicino nella Pentecoste 2005 trovo il senso della chiamata di Dio a servire l’umanità di oggi attraverso il ministero della formazione.
Ho iniziato nel 2002 come responsabile del Centro Giovanile e dal 2004 si è aggiunto l’incarico di responsabile del noviziato e del prenoviziato. Cosa ho imparato da questo ministero? A credere nella forza della vita che si ingarbuglia e poi si rialza. A credere nella forza del carisma che spinge ad amare in modo gratuito per restituire fiducia, libertà al cuore di ogni creatura. Ho imparato che occorre una sinergia di contributi per svelare alla persona il suo volto più vero, per arricchire il discernimento e favorire la crescita. E’ stato difficile e bello entrare in relazione profonda con un’altra persona, in punta di piedi, ricordando che le anime sono di Dio e Lui solo è la Luce e la Guida.
In questi anni ho avuto la grazia di accompagnare dodici ragazze. Mi sono sentita come l’agricoltore che si preoccupa di seminare con larghezza, che nutre fiducia nel seme e che ha il coraggio di chiamare le erbacce col loro nome. Ho visto crescere la speranza e la compassione nel vedere passare davanti ai miei occhi tutte le stagioni: la ricerca, le chiusure, gli slanci, le intuizioni realizzate. Porto al Signore anche il dispiacere per il calo numerico che mi appare come una carestia dai mille volti, da accettare trovando vie nuove e sementi fresche. Constato la bellezza e la povertà di questa terra, dei giovani con le loro risorse e contraddizioni. Continuo a chiedere aiuto a Madre Francesca perché la luce del carisma risplenda nelle pieghe della nostra storia coi sui tanti colori. Sr. Marina, sfp |