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Sanare le ferite... PDF Stampa E-mail
domenica 08 giugno 2008

Quando ho conosciuto le Suore Francescane dei Poveri studiavo a Firenze per diventare fisioterapista. Insieme ad altri giovani della mia Parrocchia ho fatto con loro un cammino di cinque anni, durante i quali ho imparato a conoscere Gesù, a condividere esperienze con gli altri, a mettermi in gioco; ho sentito parlare per la prima volta di Madre Francesca e mi ha colpito il suo profondo desiderio di “sanare le ferite dei poveri”.

Una volta laureata, ho trovato lavoro in una Casa di Cura a Firenze; sono partita con una grande voglia di fare, pensando di avere finalmente l’occasione di sanare delle ferite, di fare qualcosa in concreto. Quello che, però, ho trovato mi ha spiazzato, le ferite che ho visto mi sono sembrate troppo grandi.

ImageOgni giorno vedo persone malate di Alzheimer, Parkinson, SLA, persone in coma, giovani che hanno avuto incidenti o che hanno cercato di uccidersi… E lì ho cominciato a chiedermi: “Dov’è Dio?”; “Perché non fa nulla?”. Mi sono interrogata se tutta l’esperienza fatta con le suore e con il gruppo fosse servita veramente a qualcosa oppure se erano state solo belle parole, niente di più. E poi mi sentivo sola: i colleghi di lavoro non sono le suore o gli altri componenti del gruppo, sono persone che, a volte, hanno dei valori e dei principi completamente diversi.
Sola e con ferite troppo grandi… E’ facile perdersi…

Eppure, nonostante tutto, ogni giorno mi sono scoperta felice di alzarmi per andare a lavoro, felice di essere lì in mezzo a quel dolore, anche senza avere risposte da dare alle mie domande e a quelle dei malati che mi chiedevano: “Perché a me?”.
Ogni giorno ho l’occasione di condividere con queste persone un pezzo doloroso della loro vita, ho l’occasione di non voltarmi dall’altra parte per non guardare la sofferenza.

“Sanare le ferite” è avere la forza di stare lì, di accompagnare chi sta male; ed è stato proprio in questo stare lì, in questo dolore dove all’inizio, più di una volta, mi sono chiesta anch’io: “Dov’è Dio?”, che Lo incontro e che Lo sento più vicino e più forte che in qualunque altro posto.

Alessandra 

 
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