|

Scrivere circa lo studio o meglio sul tema “speranza – studio”, mi è parso alquanto strano, soprattutto in quest’ultimo periodo, visto che la mia speranza più grande è che l’università finisca il prima possibile!!!
E questo perché anzitutto mi sono venute alla luce le fatiche quali: 1. Il contrasto tra il desiderio personale di spendere il proprio tempo al servizio dei poveri e la volontà di Dio di spenderlo sui libri. 2. Lo sperimentare che lo studio vuol dire disciplina ed anche capacità di ascesi e sacrificio, visto che spesso dinanzi ai libri i pensieri vanno altrove. 3. Il fatto che il tempo sembra sempre troppo poco per quell’esame, per quella tesina da preparare. 4. Ed anche, sperimentare la fatica della solitudine…Davanti a quei libri si è da soli o al massimo con i pensatori che hanno messo nero su bianco il proprio sapere.
Solitudine, fatica, disciplina, sacrificio e ascesi che a volte sembrano non riconosciute… Mi accorgo che io per prima, ma non solo, sono legata al produrre risultati strettamente connessi ad un fare che neanche un trenta e lode soddisfa,…E dopo un esame o otto ore di lezione, mi sembra di non aver nulla tra le mani da offrire.
Quale, allora, la speranza? Questa è stata la domanda che mi ha accompagnata, su cui ho pregato perché a me per prima il Signore desse la luce per riconoscerla e donarla. Mi è venuta in aiuto un’immagine per me molto bella offertami dalla Matematica dei Frattali, non temete, non è niente di fantascientifico… Cosa sono dunque i frattali?
I frattali sono figure geometriche caratterizzate dal ripetersi sino all'infinito di uno stesso motivo su scala sempre più ridotta. Per fare un esempio di ciò vi vorrei mostrare una felce… La cosa che si nota immediatamente è che una parte della felce è simile a tutta la felce stessa, ovvero è una copia in piccolo della foglia completa. Ed allo stesso modo si vede che si può procedere innumerevoli volte fino a ridursi a parti sempre più piccole. La parte evidenziata in rosso è la copia in piccolo dell'intera foglia. La parte evidenziata in blu a sua volta è la copia ridotta della parte in rosso. Infine la parte celeste è la copia ridotta della parte blu. I fiocchi di neve rispecchiano questa proporzionalità, ma anche un semplice cavolfiore, in più per l’uomo il nucleo cellulare è costituito da una lunga catena a spirale: il DNA, riportante l'intero codice genetico ed anch’esso è un frattale. Questo ci dice che in tutto ciò che ci circonda c’è un ordine, una proporzionalità, un equilibrio di cui nemmeno ci accorgiamo. E ci afferma anche che c’è per ogni cosa un’infinitamente piccolo ed un’infinitamente grande che nemmeno la matematica può calcolare ma solo aiutare ad intuire e che ognuno di noi inconsapevolmente abita.
Tornando allo studio: penso che mi abbia donato, prima di tutto, un nuovo sguardo sulla realtà, mi ha aperto nuovi orizzonti, nascosti come quel frattale nella felce. Mi ha spalancato gli occhi su un servizio verso i poveri che va progettato, ordinato, in definitiva amato in un’ottica che mi e ci trascende e che, a prima vista, può sembrare scontato, ovvio, o forse troppo piccolo o troppo grande per le nostre grandi o piccole forze.
Sperimento che proprio grazie allo studio ho imparato ad avere speranza in un futuro che va costruito passo passo..…Non si finisce mai d’imparare, ma si acquisiscono gli strumenti per continuare il cammino in un mondo che sempre più richiede una professionalità ed una specializzazione che non s’improvvisano.
Il nostro metterci in ascolto, come Suore Francescane dei Poveri, della Volontà di Dio attraverso il grido che ci viene dall’umanità che ci circonda, che abitiamo e viviamo, ci spinge a cercare sempre nuove strade di crescita personale e comunitaria, e ad impegnarci perché il progetto che Dio ha per l’umanità possa realizzarsi anche attraverso il nostro contributo. Lo studio ci pone in quest’ottica di ascolto e realizzazione di tale progetto perché l’acquisizione di conoscenze è finalizzato ad una crescita non solo personale ma di tutte noi….Richiamo di nuovo l’attenzione sull’immagine del frattale: c’è un’infinitamente piccolo ed un’infinitamente grande che non si può misurare, ma siamo insieme in cammino per la realizzazione del pezzetto di Regno che Dio ci ha messo fra le mani.
Come ogni suora che riceve un mandato per uno specifico ministero, anche la suora studentessa lo riceve per lo studio. Negli ambienti in cui ci troviamo: università, sedi di tirocinio, mense etc. siamo figlie di M. Francesca. E vi posso assicurare - ma penso che tante di noi abbiamo fatto questa stessa esperienza - che tante sono le occasioni in cui sono testimone stupita dell’amore che sana. A volte capita, nello studiare un determinato testo, o materia che ciò che, a prima vista, sembra lettera morta o arido alla luce del Carisma, si colora di riflessi nuovi, donando un senso più profondo, attuale e vero per me. Questo spesso si traduce in preghiera richiamando ad una guarigione personale, che poi si apre in desiderio di essere strumento, nelle mani di Dio, di tale guarigione per l’umanità che ci circonda. Ma capita ancora, che quella luce risplenda anche sulle persone che ci sono accanto, spalancando nuovi orizzonti a colleghi e perché no ai docenti stessi. La passione per l'umanità sgorga dall'esame orale, dagli interventi in "classe", da come i professori si relazionano con te...ed è così che lo studio diventa uno strumento risanante.
Infine, ma non per importanza, consideriamo che adesso i titoli di studio sono necessari anche per un riconoscimento di fronte ai nostri organi statali per poter lavorare nelle opere sociali e non solo. Concludo esprimendo un profondo sentimento di gratitudine a Dio e a che mi ha dato e continua a darmi fiducia facendomi studiare perché oltre a tutto ciò, posso dire che, personalmente, sono cresciuta anche in una maggiore consapevolezza nelle mie capacità prendendo coscienza di potenzialità che nemmeno pensavo di avere, e penso che anche questo sia esperienza di tutte. Ecco un altro valore che vorrei prendere in considerazione: la fiducia. Fiducia nella Volontà di Dio, in un ordine, in un progetto di cui ognuna fa parte e di cui ogni nostra dimensione fa parte…C’è sempre un’infinitamente piccolo ed un’infinitamente grande nel quale giochiamo tutte noi stesse.
Suor Francesca, sfp |