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A settembre 2007 sono stata trasferita dalla comunità di Casa San Francesco che si trova a Roma, a Vermicino, nella comunità di Casa Schervier. Pur avendo vissuto vari anni nella comunità di Roma, con libertà di cuore sono partita per la mia nuova destinazione. E’ la mia regola spirituale per me quella di stare nell’obbedienza felice di fare la Volontà di Dio e quella delle mie superiore. La mia volontà l’ho donata una volta per tutte al mio Sposo Gesù ed è sua.
La comunità di Casa San Francesco mi ha salutata con le parole di madre Francesca : “Va’ cara Suora, va’ con la benedizione di Dio, che tanti aspettano il tuo aiuto. Prenditi cura dei poveri e bisognosi, cura dei malati…ma sempre per il bene delle anime. Guadagna anime a Gesù Cristo. Questa è la tua vocazione, solo così potremo curare le sue ferite. Cerchiamo sempre di essere fedeli ai nostri ideali e a quelli di S. Francesco. Restiamo povere tra i poveri di Cristo. Ricordati di mantenere puro lo spirito interiore della preghiera che è la sola a dare valore a tutti gli sforzi nel nostro lavoro. (…)”
Queste parole sono rimaste care nel mio cuore e mi hanno guidata in questo anno prima di tutto in comunità e poi nel servizio concreto.
Tanti aspettano il tuo aiuto Certa di queste parole mi sono messa a completa disposizione accettando la richiesta di aiutare le suore nella casa di Formazione e offrendomi di lavorare in stireria due volte a settimana. Questo mi ha permesso di confrontarmi con un mondo giovanile che non conoscevo . Con le ragazze più giovani : Cinzia , Alice o la prenovizia Mariangela certe volte c’incontriamo nel luogo di lavoro. Ci scambiamo parole semplici, tanto più che io sono di poche parole per la mia timidezza o riservatezza, eppure ho visto in loro una semplicità e un’apertura di cuore che mi permette sempre di parlar loro delle cose di Dio, tra una camicia da stirare e l’altra. Ho capito che i giovani non sono superficiali ma amano le realtà profonde della vita e della vita spirituale.
Prendi cura dei poveri e bisognosi, cura dei malati…ma sempre per il bene delle anime. Con Sr. Viera prima e con Sr. Dina poi vado a dare la comunione agli ammalati. Incontrarli, parlare con loro delle loro sofferenze, aiutarli, confortarli, mi rende sempre più vicina al mistero Pasquale della morte e della vita. Particolarmente quest’anno con il nuovo orientamento della Congregazione, “Generare compassione e speranza nella comunità di vita”, sento di avere una particolare attenzione per loro e li ricordo nella mia preghiera personale e comunitaria.
Infine qualche mese fa per un incidente casalingo, mi sono rotta il polso e cosi tutto si è interrotto…il lavoro alla casa di formazione, i lavori quotidiani in comunità… Insomma potevo fare ben poco con il braccio destro ingessato. E’ stata una piccola prova da superare con misericordia e pazienza nei miei confronti. Così mi sono sentita una povera, adempiendo ancora le parole di madre Francesca: Restiamo povere tra i poveri di Cristo. Le mie care suore di comunità mi hanno sostenuta, aiutata in tutto, anche nel vestirmi… con amore e sensibilità. L’unica cosa che potevo offrire era la mia preghiera che come dice Madre Francesca, è la sola a dare valore a tutti gli sforzi nel nostro lavoro.
Adesso ho ripreso i lavori perché non ho più il gesso, ritrovo le mie care giovani in stireria, i cari malati, i lavori in comunità… il dolore è rimasto un po’ ma questo aiuta a crescere nell’umiltà. Mi sembra tutto un dono di Dio a patto che ogni volta ci rimettiamo alla Sua Volontà con obbedienza amorosa e semplicità. Sr. Clara, sfp |