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Un amore che sana PDF Stampa E-mail
martedė 14 settembre 2010

Con il cuore colmo di stupore e di gratitudine, mi metto alla presenza di Dio, per renderGli grazie, per questo tempo in cui mi dona di fare esperienza del potere sanante della Sua Parola. Parola seminata nel mio cuore tempo fa, durante un ritiro, che piano piano è cresciuta e cresce, ed ora sta portando frutto.

ImageGrazie alla cura, alla preghiera, all'affetto e alle attenzioni di tante sorelle e fratelli, che mi sono accanto e mi accompagnano nel cammino, sto imparando a guardarmi così come mi vede Lui, quel Dio che gioisce del creato. Non è stato e non è facile, credere che ciò che di bello gli altri vedono in me, è la Sua verità in me e su di me. Da quando ho iniziato ad accogliere questo Suo sguardo su di me, è come se alcune ferite fossero guarite. Questo mi ha donato serenità, ed è cambiato anche il mio modo di vivere il servizio con gli anziani e gli ammalati.

Accostandomi a loro, nella semplicità del mio essere sorella, posso offrire loro lo spazio necessario per raccontarsi, condividere la loro solitudine, le preoccupazioni, il dolore, le angosce, accogliere e custodire i loro “segreti”.

ImageSpesso mi son chiesta se sono davvero degna di ricevere tutte le benedizioni che invocano su di me, ogni volta che li vado a visitare. Ora mi rendo conto che, nella misura in cui io credo che Dio si serve anche di me, per prendersi cura di questi fratelli e sorelle, si rinnova il miracolo della guarigione in me e attorno a me.

Ho imparato quanto è importante prendersi cura di se stessi, lasciare (o permettere) che gli altri si prendano cura di me; questo mi aiuta a crescere, nell’essere presenza del Suo amore che sana.

In modo particolare quest’anno, attraverso l’amore delle sorelle, che si sono prese cura di me, più di quanto io non abbia fatto per me stessa, ho sentito vivo e operante il nostro carisma di guarigione.

Chiedo a Madre Francesca di continuare ad accompagnarmi e sostenermi in questo cammino che mi “riconduce a casa”, tra le braccia del Padre che mi attende, per ripetermi quanto sono preziosa ai Suoi occhi, degna di stima e amata.

Sr. Giovanna, sfp

 
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