|
Domenica 21 marzo 2010. Siamo a “Provinciale” presso la casa dei Comboniani che pur essendo in città a Messina, ha il pregio di essere circondata da un fiorito giardino. Sembra di essere in campagna: ci sono anche tante piante e alberi con frutti strani che fanno pensare a paesi lontani come l’Africa, il Sud America, o l’Oceania.
Oggi inizia la primavera, il tempo è bello e siamo felici di stare insieme con le Suore Francescane e con tanti amici per trascorrere insieme una giornata a pochi giorni dalla Pasqua. Ci incontriamo con J. Hansen un simpatico Pastore Valdese, che già abbiamo conosciuto qualche anno fa.
Dopo una dettagliata descrizione delle tradizioni e dei simboli della Pasqua - l’uovo, la colomba, l’agnello, il grano, la lepre - approfondiamo un brano di Paolo che scrive ai Corinzi (15, 1-11), si descrive la professione di fede dei primi cristiani: non c’è bisogno di conoscere la vita di Gesù per credere in Cristo risorto Lui è apparso, si è fatto vedere.
La Chiesa dei primi tempi festeggia il fatto che Gesù si è fatto vedere. Ci prendiamo un tempo di riflessione personale nel quale riscopriamo che anche oggi “Il Risorto” è presente nella nostra vita, e si fa vedere quando ci sono momenti come questi dove, dopo averLo riconosciuto in ogni persona che ci sta accanto e nell’Eucarestia, ci vien voglia di riproporLo agli altri.
Si! questa prima domenica di primavera è stata per noi proprio una bella giornata condivisa insieme e oggi, a distanza di due mesi, il suo ricordo diventa ancora più dolce, perché quel giorno con noi c’era una persona, a noi particolarmente cara, che il Signore ha poi chiamato a Sé, Cristina.  E’ bello ricordarla in quel giorno di sole ancora piena di progetti e di voglia di fare, come è stato in questi anni, nonostante le cure alle quali via via si sottoponeva. Abbiamo vissuto con lei una straordinaria normalità, fatta di cose di ogni giorno, le cene in veranda, i pidoni a Mili, gli incontri di riflessione dalle suore, i suoi ricoveri in ospedale, la piccola gita quando era possibile, le chiacchierate sui nostri figli e sui loro traguardi negli studi, le prospettive future. Cristina ci ha fatto vedere la vita da un’altra prospettiva, la vita da vivere ogni giorno per quello che in quel momento è possibile fare, accelerando o rallentando, senza per questo perdere il passo.
Grazie di questo Cristina, grazie di quello che ci hai dato in questi anni con la tua sensibilità e la tua dolcezza, lo porteremo sempre dentro. E anche se a un certo punto abbiamo dovuto fermarci e lasciarti andare avanti prima di noi, nel nostro cuore resterà sempre l’immagine dei tanti momenti belli passati insieme, come quel giorno di marzo, in una giornata di sole , nel giardino dei Comboniani a meditare sulla Pasqua. Elena e Nino |