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Ecco l’appuntamento che a Casetta Nova non può mancare: la raccolta delle olive!
Fedelissime, anche quest’anno ci prepariamo; la natura ha già fatto tutto e con il suo ciclo fa da coreografia allo scorrere del tempo. Nei giorni della raccolta gli alberi sono presi d’assalto; in base alle dimensioni e alla generosità della pianta, 4-5 fino a 10 persone collaborano perché nulla di quello che è stato prodotto vada perduto. C’è sempre una parte lasciata agli uccelli perché anche loro possano nutrirsi… sì, diciamo così quando delle olive sono impossibili da raggiungere, ma questa frase è anche segno della gratitudine nei confronti della creazione e della gioia di poter condividere i doni. Eccoci all’attacco: sistemiamo le reti, apriamo le scale ed infiliamo le mani tra i rami… a pianta spennata, come pescatori di olive, poniamo tutto nelle casse e siamo pronti per un nuovo agguato! Grazie al cielo, dura solo una settimana, così le piante possono riprendersi e riposare. La prima cosa che fanno è rivestirsi di piccole, verdi ed orgogliose foglioline. Poi, verso maggio, delle palline verdi appaiono sui rami…finalmente olive!!! E invece no, perché come dice la canzone per fare il frutto, ci vuole il fiore.
Questi sbocciano, fanno cadere i petali e poi arrivano le piccole olive, che cresceranno; da verdi si faranno più scure e tutto sarà pronto per una nuova raccolta.
Ma la raccolta non serve per avere l’olio??? E quello chi lo fa? Il frantoio!!! Don Fred, che quest’anno con noi ha raccolto olive, ha scoperto come nasce quell’olio a lui tanto caro. “Come un ragazzino portato in un laboratorio per la prima volta, mi sono meravigliato di come sia ancora in uso l’antico processo di macinazione, ma con moderna automazione e ingegneria. È stata un’esperienza quasi “religiosa” vedere preparare le olive, dall’inizio alla fine: dal frutto crudo, alla polpa scura, e infine l’olio d’oro che esce dall’ultimo tubo. Ecco l’olio che mi ha consacrato con l’unzione nei Santi Sacramenti della Chiesa e la “ricchezza oleosa” (“l’abbondanza” terrestre) che ho contemplato in questi anni, mentre studiavo il Salmo 64 (65): “coroni l’anno con i tuoi benefici, al tuo passeggio stilla l’abbondanza. Stillano i pascoli del deserto E le colline si cingono di esultanza” Queste righe di poesia sacra sono diventate molto concrete e reali per me, perché , gocciolando e trasudando, ho visto con i miei occhi la bontà della buona terra di Dio. Vi ringrazio di cuore, non dimenticherò mai la mia prima raccolta delle olive.”
E già, la natura è proprio una grande maestra di vita, dona nutrimento per il corpo, ma anche per lo spirito! Ssssshhh… le piante stanno riposando, si preparano ad un nuovo ciclo! |