Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore” (Gv 14, 27)
La pace è, non solo un tema coinvolgente, ma anche un bene talmente essenziale e profondo per l’umanità da non lasciare indifferenti, entra nella coscienza dei singoli, dei popoli e delle nazioni, necessita dell’apporto di tutti e a nessuno e consentito fare di mancare il proprio.
“I fratelli e le sorelle siano miti, pacifici e modesti, mansueti ed umili, parlando a tutti dignitosamente come si conviene. E dovunque si trovino o vadano per il mondo, non litighino ed evitino dispute di parole, e non giudichino gli altri; piuttosto si mostrino lieti nel Signore e garbatamente cortesi. E rivolgano il saluto: il Signore ti dia pace!” (Regola Terz’Ordine di san Francesco, art. 20)
La Pace che pervade la società Lo sguardo sull’umanità, ferita da guerre dichiarate e non, da relazioni personali non pacifiche e giuste, non ci permette di adattarci a posizioni non corrispondenti alla pace-giusta per la quale ci doniamo a Dio. Il nostro stile di vita ci mette in frontiera a curare le ferite dell’umanità povera e sofferente, a fasciare fratture, a dire con i fatti che una pace-giusta ha un prezzo, ma è possibile.
Una Dichiarazione di pace rende pubblico il nostro impegno al perdono, alla pace-giusta e all’integrità della creazione; essa ha orientato una serie di progetti semplici o più complessi, ma tutti esprimono e diffondono la cultura di una pace-giusta, della stima verso tutti gli abitanti della terra, del dialogo, del rispetto delle culture, della cura per la persona e l’ambiente naturale.
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