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Francesco nasce ad Assisi nel 1181 da Pietro di Bernardone, un ricco mercante di stoffe e da donna Pica, una nobildonna di origini francesi. Divenuto giovanetto, con la sua spigliata intelligenza, prese ad esercitare la professione paterna, ma con uno stile completamente diverso: Francesco era allegro e generoso, gli piaceva godersi la vita, cantare e andare in giro per Assisi giorno e notte con i suoi amici. Spendeva in feste e divertimenti tutto il denaro che guadagna e spinto dai suoi ideali cavallereschi partecipò nel 1199 alla guerra tra Assisi e Perugia. Mentre era a Spoleto un sogno misterioso lo fece ritornare in Patria.
Iniziò così, giorno dopo giorno, a staccarsi dalla sua vita di avventure e ad amare sempre più la solitudine e la povertà. Dopo una grave malattia, mentre si trovava nella chiesa di S. Damiano, Francesco percepì interiormente la voce del Signore che dal Crocifisso gli diceva: “Va, Francesco e ripara la mia Chiesa che minaccia rovina” . Non comprese pienamente il senso di quelle parole, ma decise di dare inizio al restauro della chiesetta dove si trovava. Contemporaneamente, però, continuò il suo percorso di ricerca dedicando tempo alla preghiera, affinché il Signore gli indicasse la sua vocazione.
Un giorno mentre cavalcava per Assisi, incontrò sulla strada un lebbroso. Aveva avuto sempre disprezzo per quella gente, ma riuscendo a vincere questo sentimento, gli offrì del denaro e lo baciò. Quel gesto fu un passo importante per Francesco che, da quel momento in poi, abbandonò i suoi lussuosi abiti per indossare quelli di contadino.
A lui si aggiunsero ben presto i primi 5 compagni. Si costituì così la prima comunità, poi chiamata dei “frati minori”, che con il tempo aumentò sempre di più. Francesco scrisse, allora, per sé e per i frati presenti e futuri una Regola di vita fortemente radicata nel Vangelo: “La regola e la vita dei frati è questa, cioè vivere in obbedienza, in castità e senza nulla di proprio, e seguire la dottrina e l'esempio del Signore nostro Gesù Cristo”.
La missione itinerante di Francesco, di annuncio e lode del Signore, arrivò fino in Oriente dove predicò al Sultano d'Egitto. Accanto al desiderio di missione, però, sentì sempre forte anche l'attrazione per la vita di preghiera e di silenzio, ecco perché spesso cercava luoghi solitari per meditare.
Il 17 settembre 1224, mentre era in preghiera sul monte de La Verna, in Toscana, ricevette un dono speciale. Sul suo corpo si impressero le Stimmate, i segni della Crocifissione di Gesù. Ritornò ad Assisi, ormai quasi cieco e sempre più ammalato eppure in cuore sentiva tanta gratitudine per il Signore al punto da comporre il famoso Cantico delle Creature .
La sera del 3 ottobre del 1226, steso sulla nuda terra, Francesco muore lodando Dio e benedicendo i frati. La Chiesa lo proclama Santo solo due anni dopo, ma il suo spirito di santità è vivo ancora oggi nelle tante persone, consacrate e laiche, che seguono la sua spiritualità.
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