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Nella Casa di Accoglienza di Progetto Miriam ospitiamo donne immigrate, che vivono momenti di particolare difficoltà o disagio. Come Suore Francescane dei Poveri condividiamo la vita quotidiana con ciascuna, fatta di lavoro, feste, gioie e fatiche, sostegno nei passi verso l’integrazione in Italia. Ma cosa significa per loro vivere a Progetto Miriam per alcuni mesi? L’abbiamo chiesto ad una delle donne accolte, per dar voce al suo vissuto e condividere un pezzo della sua esperienza.
Da quanto tempo sei a Progetto Miriam? Vivo a Progetto Miriam dallo scorso aprile, quindi sono ormai alcuni mesi.
Ti manca il tuo Paese? Sono nigeriana e il mio Paese mi manca, ma non tornerei a vivere lì, perché ormai non ho più nessun familiare. Forse mi piacerebbe tornare qualche volta in visita, ma non per rimanere.
Cosa fai a Progetto Miriam? Per me essere qui e condividere la vita con le suore e le altre ragazze della casa è bellissimo. Sono tranquilla e posso dedicare il tempo ad imparare tante cose, utili per costruirmi una vita nuova in Italia.
Cosa e’ cambiato nella tua vita? Prima non avevo un posto dove stare, non avevo cibo, ero clandestina in Italia. Adesso ho tutto: una casa dove vivere serenamente e i documenti, ecco perchè sono felice.
Cosa stai imparando? Prima di tutto sto cercando di imparare la lingua italiana con l’aiuto di persone, che vengono ogni settimana per studiare con me. Mi sto impegnando nel Laboratorio creativo con le due operatrici, Chiara e Michela, dove stiamo preparando tanti oggetti per Natale. Mi piace lavorare con loro, perché imparo a fare tante cose. La cosa più importante per me in questo momento è imparare a vivere in Italia autonomamente, perciò sto facendo del mio meglio per cogliere tutte le occasioni che mi vengono offerte. Ecco perché sono felice di cominciare a breve un tirocinio presso un’azienda di Padova: spero che sarà una possibilità di dimostrare che voglio fare del mio meglio per integrarmi in Italia.
Com’e’ la vita a Progetto Miriam? Sono molto contenta di stare qui, perché le suore mi hanno aiutata ad ottenere i documenti. E’ la prima volta da quando vivo in Italia, che non sono più clandestina. Non devo più preoccuparmi della Polizia, ma posso camminare per strada tranquillamente. Mi piace avere un posto dove vivere, perché prima non avevo una casa. Mi piace avere da mangiare e da dormire senza preoccuparmi ogni giorno. La cosa più bella è poter condividere la vita con le persone di questa casa: mi tiene impegnata e mi dà gioia.
Cosa farai nei prossimi mesi? Ho voglia di lavorare per sistemare la mia esistenza e ‘aprire’ le opportunità per la mia vita. Se penso al mio futuro in Italia sogno di avere un lavoro stabile, col quale vivere autonomamente, e di farmi una famiglia.
Raccontaci un’esperienza vissuta in questi mesi… Qualche tempo fa con sr. Wilma e un pulman di altre persone della Caritas Diocesana di Padova siamo andate a Roma in occasione dei 40 anni di Caritas Italiana. E’ stato bellissimo stare insieme, condividere due giorni e fare tante foto. Siamo stati a S. Pietro e c’era tanta gente. Ho visto Papa Benedetto XVI! Era la prima volta che visitavo Roma e ho scoperto che mi piace viaggiare. Penso che quando una persona è andata poco a scuola, ma riesce a viaggiare e visitare tanti posti nuovi può imparare molte cose.
Se dovessi parlare della vita di questi mesi a Progetto Miriam cosa diresti? Ai miei amici direi che sono stata aiutata e chiederei loro di ringraziare Dio per avermi fatto incontrare queste persone. Sento che mi trattano come una figlia e che fanno per me tutto ciò che farebbero una madre ed un padre. Dovunque andrò nel mio futuro porterò con me tutto il bene ricevuto e sarò sempre grata.
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