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luned́ 23 giugno 2008 |
Quanto hai ascoltato… ti ha interpellato? In che modo? - Tanti sono stati gli stimoli e gli inviti ad accogliere la realtà dei poveri. I poveri sono fratelli da amare anche se sono scomodi. Vorrei impegnarmi per prima lasciando i miei preconcetti. - Le esperienze di altri laici sono state una consolazione: dei fratelli in cammino sulla stessa strada, che condividono gioie e dolori. La domanda su quali rischi ho corso per Dio e i fratelli, è una domanda aperta. L’invito a leggere, guardare, filtrare… la vita attraverso il Vangelo è stato certamente quello più “pressante”.
- Quanto ho vissuto mi ha messo in discussione circa le mie scelte, sul modo di affrontarle, anche se mi sono sentita rassicurata nel fatto di essere sulla strada giusta. - Ho provato tanta commozione sia interna che esterna, manifestata con lacrime di gioia per il tanto amore dato e che continuano a dare tutte le suore S.F.P. a tutte le persone che incontrano ogni giorno. - L’incontro mi ha molto colpito, nel profondo e mi ha fatto venir voglia di “rinascita”. Il punto fermo è solo Uno e la “scoperta/riscoperta” della centralità di Dio nella mia vita è una “gioia” che non voglio più perdere né permettere che “altri” me la tolgano. - La vita va spesa nella condivisione e nella comunione con gli altri. Il permanere di steccati, di muri divisori apporta solo profonde disuguaglianze e quindi ingiustizie. È la giustizia la piattaforma dell’amore. Impegnarci per gli altri, soprattutto per coloro che non possono difendersi da soli, non è solo un dovere cristiano, ma è un bene fatto in primo luogo a noi stessi. - Ho ricevuto una spinta ad andare avanti impegnandomi per primo senza riserve. Ho capito anche che la nostra azione è utile, efficace solamente se ci lasciamo trasportare da Dio e lasciamo che Lui operi. - L’incontro è stato per me un invito a riflettere, a ripensare a noi stessi, a mettermi in discussione, a non accontentarmi, a cercare di migliorarmi, ad aprirmi di più al prossimo, specie agli ultimi. - Penso che la provocazione costante ed il modo assolutamente non banale di parlare dritto al cuore di don Piero, ha scosso le fondamenta di perbenismo e delle false sicurezze di molti di noi. Ma esperienze vere, reali, odierne ed attuali delle comunità significano molto in termini di possibilità e di opportunità. - È passato il messaggio di non tirarsi mai indietro e non aspettare gli altri anche se ci costa. Guardarsi dentro per trovare le vere ragioni della nostra vita. - Ho capito che l’importante è fare le cose col cuore. - L’incontro ha messo a nudo la mia piccolezza e mi ha fatto rivalutare la mia vita, scoprendo prima di me l’altro, o meglio, me nell’altro. Ho riscoperto inoltre che Dio ci ama, soprattutto se siamo felici.
- Ciò che ho ascoltato mi hanno rinsaldato, rincuorato nel cammino già intrapreso. Mi hanno fornito di uno scalpello per scrostare e rimodellare. Utile esercizio di restauro nel tempo. - È stato impossibile non riguardarsi dentro e non rimettersi in discussione. - Ho scoperto delle cose che prima pensavo brutte e che le parole di don Piero mi hanno aiutato a guardare in modo nuovo. La vita non è così brutta, ci dobbiamo ritenere fortunati ad avere amici come voi. - Mi hanno scavato profondamente fino a commuovermi. Credo che sono questi i tasselli importanti che la vita ti offre e che poi, magari nel buio dell’animo, come lievito ti fanno crescere. - Mi ha messo davanti alle mie paure, mi ha dato fiducia. - Mi ha incoraggiato a continuare. - Mi sono sentita interpellata da tutte le esperienze (molto intense e incisive), che mi hanno stimolato a tenere gli occhi aperti e ad impegnarmi prima di tutto ad accogliere Dio, facendomi vuoto, per poi donarmi agli altri, là dove Lui mi chiama. - Mi ha colpito molto la riflessione di don Piero. Perché ha rispecchiato e messo in luce tante domande che sono anche le mie domande e allo stesso tempo le ha reinserite all’interno di un quadro religioso. - Tutti i momenti dell’incontro sono stati interessanti. - Più che interpellato la riflessione di sr. Gianna e don Piero, sono state un dono dello Spirito per capire che anche se intorno a noi il mondo sembra andare in un’unica direzione, in realtà lo Spirito per essere visto e capito ha bisogno del silenzio delle persone che lavorano e amano senza proclami. - Sono state tutte molto importanti. Mi hanno fatto sentire viva e in cammino. Mi hanno fatto vedere le cose sotto una luce diversa e da un altro punto di vista. - Mi sono molto piaciute le riflessioni proposte da sr. Gianna, che mi hanno indotto a pensare e rivalutare il proposito di metterle in atto. Ciò che ci ha esposto don Piero è stato positivo e non mi ha sciato indifferente. Mi spinge a valutare la vita e ad affrontarla secondo le intenzioni di Gesù, eliminando ciò che è inutile nel realizzare la volontà di Dio.
- Mi hanno interpellato nel rimettersi continuamente in discussione. Ho apprezzato tantissimo la collaborazione tra suore e laici. - Mi chiedo quale sia il disegno di Dio per la nostra famiglia. - Costringendomi alla riflessione personale invitandomi ad essere più gioiosa. Lui mi ama così come sono. - Mi sono sentita chiamata in causa più di una volta: adesso basta aspettare che partano gli altri… è ora di fare il primo passo. - Don Piero ha detto cose molto pesanti ed ha risvegliato interrogativi profondi, facendoli emergere da una nuova prospettiva. I pregiudizi, le incoerenze e le rigidità della nostra società e della nostra mentalità dovrebbero essere modificate a partire da ognuno di noi. Un’altra cosa che mi ha colpito l’ha detta sr. Gianna a proposito di Madre Francesca: “È una figura di santa che si può imitare”. Nel nostro piccolo l’esempio di M. Francesca non è così lontano. - Liberandomi da alcune sovrastrutture mentali, restituendomi una “Chiesa Evangelica”. - Impegnarci per primi e testimoniare la nostra fede. - Ogni testimonianza e riflessione mi è stata preziosa per capire quanto sono in grado di amare e di conseguenza di impegnarmi per prima. - Non sei solo e puoi dare qualcosa… anche se ti senti vuoto dentro. - Le comunità: molto coinvolgente conoscere le varie realtà che ruotano attorno alle SFP. Riflessione di sr. Gianna: importanza di avere un sogno, di curarlo e farlo crescere. Riflessione di don Piero: non fermarsi alle regole, non etichettare tutti, cominciare dal conoscere le proprie paure. - Sì, mi hanno interpellato le esperienze, soprattutto della comunità di Progetto Miriam. Mi ha colpito la riflessione di suor Gianna sulla vita di Francesca Schervier: lei era attenta a quello che le accadeva attorno. Infine la riflessione di don Piero, mi ha affascinata l’idea di vivere con i Rom nelle carovane. - Le esperienze delle comunità: per la serenità e la partecipazione. La riflessione di sr. Gianna: più conoscenza di Francesca Schervier. Don Piero: in alcune cose mi sono riconosciuto, in altre no. Più si conosce il carisma della fondatrice, più si cresce. C’è bisogno di parlarne di più.
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